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Usl 17, Pavesi rischia il posto troppi ruoli in troppe società. Il dg avrebbe violato gli accordi di prestazione esclusiva

Giovanni Pavesi, il direttore dell’Usl 17 di Este, ora rischia il posto. Il contestato ricovero di Giancarlo Galan, su cui si è posata la lente della procura di Venezia, non c’entra nulla: nonostante la richiesta partita dal consiglio regionale, sponda Italia dei valori, infatti, né la giunta né il servizio ispettivo che fa capo al consiglio regionale (alla cui guida è stato appena nominato Stefano Danieli) sembrano intenzionati ad attivare un processo di audit interno, almeno non fino a quando i magistrati non avranno dato un buon motivo per farlo. E, assicurano a Palazzo Balbi, dal vertice politico non sta arrivando alcun pressing in tal senso.

Sta invece andando a dama il procedimento di verifica affidato dal governatore Luca Zaia all’avvocatura regionale e ai tecnici della sanità dopo che si è scoperto che Pavesi è socio di Galan in Ihfl, una srl che si muove proprio all’interno della galassia sanitaria (l’ex governatore, secondo gli inquirenti, disporrebbe del 50% dietro lo schermo della fiduciaria Sirefid). E gli esiti, per il direttore generale di origine veronese, si annunciano piuttosto pesanti, a differenza del collega dell’Usl 8 di Asolo Bortolo Simoni, che pure risulta tra i soci di Ihfl, ma per il quale sembra invece che si opterà per un semplice richiamo formale. A rendere diverse le posizioni dei due dg agli occhi di Zaia, nonostante abbiano entrambi il 6,6% di Ihfl, è stata la scoperta che il nome di Pavesi non si ritrova solo nella società che ha per oggetto la «prestazione di servizi ed attività di consulenza nel settore sanitario ed ospedaliero con particolare riferimento alla prestazione di servizi, anche di project management , nella costruzione di strutture sanitarie all’estero» (ha detto Galan che fu costituita ad hoc a Milano, nel 2011, per «intercettare» l’interesse verso i project manifestato da alcuni manager cinesi), ma anche in altre sigle, e precisamente: è socio e liquidatore di Pavesi Petroli srl e socio di Veronetta sas (sviluppo progetti immobiliari), sindaco di Ibo Ondulati srl e di Cob Carte Ondulate Bresciane srl (fabbricazione di carta, cartone e imballaggi), sindaco di Innova Group spa (holding gestionale), direttore tecnico di Gestioni Termiche Verona srl (fornitura di vapore e aria condizionata) e titolare firmatario di una ditta individuale che porta il suo nome (coltivazione di uva). Ora, a differenza della Ihfl, nessuna di queste società sembra operare in palese conflitto d’interessi con l’attività dell’Usl 17 (tranne, forse, la Gestioni Termiche Verona che in passato si è occupata anche della fornitura di energia e calore alle Usl) ma la sfilza d’incarichi è sufficiente per la Regione per ritenere che Pavesi non presti la sua opera in modo «esclusivo» a favore della sanità veneta. Un requisito, questo, che fu fatto inserire appositamente da Zaia nei nuovi contratti dei direttori generali, datati 29 dicembre 2012 ed in scadenza al 31 dicembre 2015 (dunque quando il prossimo mandato politico sarà già iniziato), dopo il caso dell’ex dg dell’Usl 9 di Treviso, ora direttore dell’azienda ospedaliera di Padova Claudio Dario, nominato da Veneto Banca vice presidente della Banca Italo-Romena. Un incarico assunto tra le polemiche, che Dario ha poi preferito abbandonare per salvaguardare il suo ruolo (in ascesa) sullo scacchiere della sanità veneta. L’audit avviato da Palazzo Balbi, come si diceva, è ormai prossimo alla conclusione e pare che nonostante i chiarimenti, scritti e verbali, intercorsi tra Pavesi e Zaia il verdetto a cui si approderà sarà la revoca anticipata del contratto del dg per violazione del principio di esclusività ed il conseguente venir meno del rapporto fiduciario con il presidente.

Nella compagine societaria di Ihfl si ritrovano peraltro anche altri nomi noti del mondo sanitario veneto ed extra veneto. Ad esempio, l’ex segretario generale della sanità Giancarlo Ruscitti o l’ex direttore generale dell’Oras di Motta di Livenza Alberto Prandin, oppure Massimo Bufacchi, direttore dell’Ulsa, l’ufficio per il lavoro della sede apostolica del Vaticano e Stefano Del Missier, vicedirettore generale della sanità lombarda.

«Quali provvedimenti intende adottare il presidente Zaia nei confronti di Simoni e Pavesi, i cui nomi emergono dalle carte dell’inchiesta della procura di Venezia sul Mose in merito ai loro interessi nelle operazioni di project financing in sanità?» chiedeva qualche giorno fa, in un’interrogazione, il consigliere del Pd Claudio Niero. La risposta non dovrebbe farsi attendere ancora per molto.

Ma.Bo. – Corriere del Veneto – 25 luglio 2014

 

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