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Usl 18. Bimba nacque cieca e disabile, chiesti 30milioni danni

Una causa civile di risarcimento danni da 30 milioni di euro contro l’Usl 18. È quanto si profila all’orizzonte dopo che, ieri mattina, l’avvocato di Rieti Mario Cicchetti ha depositato l’istanza per la famiglia Gavazzeni, ovvero i genitori della bimba di Fiesso Umbertiano nata tetraplegica e cieca il 3 dicembre 2008 all’ospedale di Rovigo.

Parti offese delle causa civile, che inizierà a Rovigo il 19 giugno, sono la madre della bimba e i quattro nonni. La cifra indicata, altissima, è frutto dei danni biologici e morali patiti dalla bimba, che ha peraltro un’aspettativa di vita del tutto normale, ma anche dai suoi familiari che per assisterla continuano ad affrontare costosissime cure.

A favore della bimba la richiesta di danno patrimoniale futuro ammonta a 17,6 milioni di euro, oltre a 2,3 di danno morale e biologico. A favore della madre il danno patrimoniale passato è calcolato attorno agli 850.000 euro e quello futuro in 8,7 milioni. Il resto della somma è stato calcolato a favore dei quattro nonni della bimba.

Resta fuori il padre, che sarà parte offesa nella causa penale contro due dottoresse dell’Usl 18 e che quindi era per legge incompatibile anche con la controversia civile.

Nel fascicolo c’è anche un esposto in Procura dello scorso novembre dell’ex direttore dell’Usl 18 Adriano Marcolongo. In quel documento si parla di una visita, del 22 giugno 2012, alla bimba svolta all’ospedale «Burlo Garofalo» di Trieste. I due medici consulenti incaricati dalla «Salomone&Partners Srl» di Genova per conto dell’Usl 18 conclusero riconoscendo la piena responsabilità dei sanitari dipendenti dell’azienda sanitaria rodigina per quanto accaduto alla bimba. Si tratta di un documento destinato ad avere un peso rilevante nella causa civile che inizierà a giugno.

Come spiega l’avvocato Cicchetti, «siamo arrivati a questo punto perché c’è stata assoluta sordità da parte dell’Usl 18 nei confronti della famiglia Gavazzeni, nessuno ha mai risposto alle nostre richieste di incontro».

Quel dicembre 2008 i genitori fiessesi della bimba chiesero di avere un parto cesareo, che invece non ci fu. Dopo la nascita l’inchiesta della Procura. Inizialmente finirono indagati dodici tra medici, ostetriche, infermieri. Una perizia del consulente del Pm Stefano Longhi, però, portò alla sostanziale discolpa dei professionisti e alla richiesta di archiviazione del magistrato con opposizione dei genitori.

In udienza preliminare il Gup dispose nuovi accertamenti, dai quali emerse invece una responsabilità penale per lesioni colpose di due ginecologhe dell’ospedale rodigino, Paola Cisotto e Cristina Dibello. Il processo penale a loro carico inizia il 23 aprile prossimo.

Intanto, stasera alle 21, al Teatro «Duomo» di Rovigo spettacolo di solidarietà in favore della bimba. Ancora disponibili i biglietti (10 euro) alla tabaccheria di piazza Garibaldi e alla macelleria «Le carni» di Borsea.

Antonio Andreotti – Corriere del Veneto – 2 marzo 2013

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