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Usl 7, bilancio pronto-soccorso veterinario: 70 animali investiti soccorsi

Settanta feriti, tra cani e gatti, in incidenti stradali. Questo il bilancio del pronto soccorso veterinario nel 2012, che conta anche il recupero di 428 cani vaganti e la sterilizzazione di 220 gatti.

Proprio un anno fa l’Usl 7, in risposta alle nuove disposizioni del codice della strada, che obbligano tutti coloro che dovessero investire un animale con il proprio mezzo di trasporto a fermarsi e richiedere, tramite 118, l’intervento di personale specializzato, ha attivato una convenzione con l’ospedale veterinario “Città di Conegliano”. «L’Usl 7 è, ad oggi, una delle poche aziende sanitarie che, a livello regionale, ha attivato un servizio di pronto soccorso per gli animali vittime d’incidenti stradali», sottolinea Antonio Brino, responsabile del settore veterinario di sanità animale, «L’ospedale veterinario, incaricato del servizio, dispone di un’ambulanza attrezzata secondo i requisiti di legge per soccorrere cani e gatti vittime di incidenti stradali e interviene tempestivamente quando un’animale viene investito». Nel 2012 è accaduto appunto settanta volte. Per quanto riguarda, invece, l’attività di recupero dei cani vaganti, la ditta aggiudicataria del servizio ne ha recuperati 428: 295 erano di proprietà (e sono stati subito restituiti ai proprietari), mentre gli altri 133 sono stati affidati al canile consortile di Cison di Valmarino. Un’importante attività è stata fatta anche sul fronte delle sterilizzazioni che sono state, complessivamente, quasi 250 (220 di gatti e 27 di cani). L’Usl 7 ha inoltre sottoscritto una convenzione con l’Enpa per la cattura e la sterilizzazione dei gatti randagi in strutture veterinarie del territorio. «I Comuni dovrebbero adottare la “linea dura” nei confronti degli evasori dell’iscrizione all’anagrafe canina, ovvero di chi non “registra” il proprio cane», aggiunge Brino, «se tutti i cani vaganti fossero microchippati né le Usl né i Comuni spenderebbero soldi, in quanto gli animali, al momento della cattura, verrebbero restituiti ai legittimi proprietari, con spese a loro carico. L’obiettivo finale non può essere né di sterilizzare né di catturare un numero sempre maggiore di animali, ma al contrario, far sì che i cittadini si rendano responsabili delle loro azioni quando decidono di prendere un animale, per arrivare a una diminuzione di catture e sterilizzazioni».

La Tribuna di Treviso – 18 aprile 2013

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