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Usl e ospedali in perdita, la Regione dà l’ultimatum. Piani di rientro per Padova, Verona, Chioggia, Belluno, Venezia

aRegione-Veneto-Palazzo-Balbi-ImcChe i conti non tornino, è cosa nota. A fronte di bilanci che non accennano a cambiar segno – da “meno” a “più” – la Regione ha deciso di utilizzare le maniere forti. La giunta ha imposto a Usl e aziende ospedaliere in “profondo rosso” un “Piano pluriennale di rientro”. Una misura urgente, visto che nel 2013 si prevede già di chiudere il bilancio della sanità con un buco di 426 milioni di euro. Nel mirino dell’assessore alla Sanità Luca Coletto sono finite le aziende ospedaliere di Padova e Verona, l’Usl 12 veneziana, l’Usl 18 di Rovigo, l’Usl 1 di Belluno, l’Usl 16 di Padova, l’Usl 20 di Verona e la 14 di Chioggia, le ultime della classe. Dovranno attenersi parola per parola alle direttive della Regione: dal taglio dei costi di produzione alla razionalizzazione delle spese.

Botta e risposta. Per il vice presidente della V Commissione Sanità, il consigliere regionale del Pd Claudio Sinigaglia, piano di rientro non è altro che un «sinonimo di commissariamento, oltre che un esproprio delle funzioni della V Commissione». Coletto respinge al mittente le accuse: «Commissariamento? I piani di rientro sono stati concordati con la V Commissione». Non sono stati sufficienti i cartellini gialli, gli ammonimenti, lo spauracchio licenziamento sventolato davanti ai manager della sanità qualora non raggiungano l’equilibrio di bilancio. La Regione ha stabilito di istituire una commissione di vigilanza che ficchi il naso sulle azioni assunte dai direttori generali per tentare di chiudere i buchi.

Le situazioni critiche. I consuntivi 2012 mettono a nudo le situazioni più critiche: l’azienda ospedaliera di Padova veleggia a meno 38 milioni di euro, quella integrata di Verona a meno 34. L’Usl 16 (Padova) è ferma a quota meno 4, la 20 (Verona) a meno 20 milioni. Maglia nera resta l’Usl 12 di Venezia, a meno 55 milioni, seguita dalla 18 di Rovigo a meno 28. Ma nel mirino della commissione di vigilanza ci sono anche la 14 di Chioggia (meno 14) e la 1 di Belluno (meno 4). È su queste aziende che la Regione ha deciso di intervenire perché «a fronte di questa situazione emerge l’esigenza di razionalizzare ulteriormente i costi della produzione nelle Usl con i disavanzi più consistenti». La commissione di vigilanza avrà il compito di verificare che le operazioni di riallineamento procedano come indicato dalla Regione.

Scontro politico. «Nel bilancio di previsione 2013 troviamo le proiezioni del disavanzo previsto», spiega Sinigaglia, «perdite attese per 426 milioni, mentre a copertura concorrono solo 190 milioni. Ecco che il disavanzo residuo è ancora di 261 milioni». Sinigaglia sottolinea che la scelta della Regione di impartire le linee di razionalizzazione è un «tentativo di camuffare un vero e proprio commissariamento delle Usl meno virtuose». Risponde a stretto giro l’assessore Coletto: «Non c’è margine di far polemica, nemmeno volendo. La decisione di attivare una commissione di vigilanza è stata ampliamente condivisa. Stiamo cercando di arrivare alla spesa standard, lo abbiamo fatto a livello di riparto ed ora di spesa. Non si tratta di Usl meno virtuose, noi stiamo sanando situazioni che si trascinano da molti anni. Per troppo tempo alcune aziende sono state sovralimentate economicamente a svantaggio di altre

mattino24-8-13

Il Mattino di Padova – 25 agosto 2013 

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