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«Vaccinati, guariti o morti». Il ministro scuote la Germania. La Merkel chiede misure più restrittive: «Insufficiente quanto fatto finora», mentre si apre il dibattito nel Paese sulla obbligatorierà del vaccino.

La cancelliera, che presto uscirà di scena dopo 16 anni alla guida del paese, ha aggiunto che molti cittadini non sembrano capire la gravità della situazione, che vede parecchie strutture sanitarie già in condizioni critiche. Peraltro, anche se molte più persone si vaccinassero, ha aggiunto, nel brevissimo periodo ciò non sarebbe abbastanza in sé, senza altre misure. Merkel ha quindi esortato i 16 Länder a decidere restrizioni già domani quando ci sarà la periodica conferenza stato-regioni.

Le parole della cancelliera, nel giorno in cui in Austria è iniziato un lockdown generalizzato – solo scuole e servizi essenziali saranno aperti fino al 15 dicembre – sembrano preludere a una richiesta di chiusure anche in Germania. Per il momento nel paese si è aperto il dibattito sull’introduzione dell’obbligo vaccinale che la vicina Vienna ha deciso di far valere dal prossimo febbraio con multe di 4mila euro per gli inadempienti. Un’ipotesi del genere non è in discussione, ha però replicato il portavoce della cancelleria, Steffen Seibert. La politica tedesca è divisa e il governo cerca di far leva sulla necessità e «l’obbligo morale» di immunizzarsi come ha detto ieri il ministro della Salute Jens Spahn.

L’esponente governativo ha anche ammonito i tedeschi: «Entro la fine dell’inverno in Germania ci saranno vaccinati, guariti o morti», riferendosi alla velocità di diffusione della variante Delta che quasi sicuramente infetterà nei prossimi mesi tutti coloro che non saranno né vaccinati né guariti. Spahn ha aggiunto che entro la settimana si aspetta da parte di Ema l’approvazione del vaccino per i bambini tra 5 e 11 anni e ha invitato i cittadini a non diffidare del farmaco Moderna che in questo momento viene utilizzato al posto di Pfizer perché ce ne sono più dosi a disposizione.

Sono ancora molti milioni i tedeschi non vaccinati: ha ricevuto due dosi il 68% della popolazione e anche sommando i guariti (4,6 milioni) restano 22 milioni di persone a maggior rischio di contagio e malattia grave con un virus dall’indice di riproduzione altissimo (7-8 circa). Ieri i nuovi casi sono stati oltre 30mila con un aumento di 7mila rispetto alla settimana precedente ma il numero di morti – 62 ieri – rimane ben distante dai livelli raggiunti l’autunno scorso quando non era ancora iniziata la somministrazione dei vaccini. La media mobile settimanale registrata il 21 novembre è stata di 203 decessi.

In Germania ha ricevuto il richiamo solo il 7% dei tedeschi, un dato molto al di sotto di quanto invece si riscontra in Gran Bretagna dove la terza dose ha già raggiunto il 25% della popolazione e il governo mostra ottimismo sulle prossime settimane.

La strategia britannica ha portato all’abbandono di tutte le restrizioni fin dall’estate e al contempo sono stati protetti con il booster i più fragili, anziani in particolare. Al contrario, per i ragazzi tra i 12 e i 16 anni, la commissione indipendente Jcvi non ha consigliato il vaccino (una sola dose dai 16), sollevando molte polemiche anche nella comunità scientifica. Da metà luglio, quando i casi giornalieri hanno superato i 60mila, la Gran Bretagna ha viaggiato su numeri altalenanti ma sempre tra i 25 e i 30-40mila contagi al giorno però la media mobile settimanale dei morti è passata dal minimo di 23 del 1° luglio al massimo di 165 del 28 ottobre e ora è in calo. Ieri le infezioni censite sono state 44.917, i morti 45. Nell’ultima settimana i decessi sono stati 1.027, il 5,2% in meno rispetto a quella precedente. L’ultima media mobile settimanale disponibile, il 14 novembre, registra 132 morti.

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