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Vaccini, ognuno contratta per sé. Ora il Veneto chiede l’ok all’Aifa. Dal Piemonte alla Campania, i presidenti: “Non aspettiamo Roma” Sos dell’Ue sul mercato nero: “Fuori dal canale europeo serve cautela”

La Stampa. La corsa in avanti del Veneto per l’approvvigionamento dei vaccini sembra sempre più un «rompete le righe» che fa proseliti. Le ultime Regioni ad accodarsi sono Campania, Liguria e Piemonte, precedute da Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia. Mentre la Commissione Ue mette in guardia chi decide di intraprendere la strada dell’autonomia: «Sul mercato nero c’è il rischio di finire con prodotti falsi. Qualsiasi cosa viaggi fuori dal canale Ue è da guardare con cautela».
Corrono su altri binari le trattative delle Regioni, tra cui si registra la volata del Veneto, che il 4 febbraio ha inviato una lettera ad Aifa (Agenzia italiana del farmaco) chiedendo «preventiva autorizzazione a negoziare acquisto e importazione con fornitori esteri per conto della Regione di vaccini il cui numero complessivo di dosi risulta di 4 milioni». In attesa di una risposta, Zaia fa sapere di avere già ricevuto 5 offerte; anche per lo Sputnik e per il vaccino cinese, scartati. Il quadro sarà più definito fra 2-3 giorni, «quando riceveremo le bozze di contratto su tempi e prezzi» spiega Luciano Flor, numero uno della sanità veneta. I contratti saranno «più di due». Ma niente nomi. «Abbiamo interloquito con i tre fornitori autorizzati da Ema» precisa Flor. Facile immaginare che i contratti da considerare saranno proprio con Pfizer, Moderna e AstraZeneca. I tempi per l’arrivo delle dosi sono «inferiori al mese» e i costi «vicini a quelli negoziati da Ema». Da capire, visto che il mercato è così florido, perché il Paese sia rimasto al palo.
Tant’è, incassato il via libera dell’Ue, subordinato alla condizione che non si acquistino dosi già coperte dalla strategia dell’Unione, gli occhi sono puntati su Aifa, che resta in silenzio ma potrebbe decidere la settimana prossima. L’approvazione dell’agenzia è conditio sine qua non per procedere con l’acquisto di 4 milioni di dosi. Le altre regioni non restano a guardare.
Nei giorni scorsi si era parlato di un asse tra Veneto, Emilia e Friuli per strappare condizioni più vantaggiose. L’offerta sul tavolo di Aifa arriva solo da Zaia, che apre ai colleghi: «Quando vedrà i numeri, Flor dirà “C’è un magazzino con questa potenzialità”». Mercoledì il commissario Domenico Arcuri, i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia e il presidente delle Regioni Stefano Bonaccini hanno ricevuto una lettera di Pfizer in cui era fissata in ieri la data ultima «per sottoporre alla Commissione la richiesta di dosi aggiuntive». Ora si muovono per acquisti paralleli anche la Lombardia (che con la vicepresidente Moratti fa sapere di essere in contatto «col Veneto e altre due Regioni»), il Piemonte (dove il governatore Alberto Cirio annuncia che «abbiamo dato mandato alla Società di committenza regionale di cercare tre milioni di pezzi. Non stiamo ad aspettare Roma») e la Campania. Un certo interesse arriva anche dal presidente ligure Toti. —

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