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Vaccino, corsa dei giovani. In piazza il fronte anti pass. Nella capitale e a Torino sfila anche l’estrema destra L’Istituto di sanità: il 71% dei ricoveri in intensiva e il 69% dei decessi tra i non vaccinati

Il Sole 24 Ore. L’effetto sperato e atteso da Palazzo Chigi con l’introduzione del green pass è arrivato. Ossia boom di nuovi vaccinati, come accaduto in Francia dopo le misure introdotte da Emmanuel Macron. E sono proprio i giovani, sulla cui vaccinazione il leader della Lega Matteo Salvini continua ad avere dei dubbi, a spingere la campagna: nell’ultima settimana sono stati vaccinati con la prima dose o la dose unica (perché hanno già avuto il Covid) quasi 350mila under 30, 118mila dei quali giovanissimi tra i 12 e i 19 anni: una crescita tripla rispetto a quella degli adulti tra i 50 e i 69 anni, fascia nella quale si sono vaccinati negli ultimi sette giorni con la prima o unica dose in 124mila. Mentre l’Istituto superiore di Sanità fa rilevare che negli ultimi 30 giorni il 71% dei ricoveri in terapia intensiva e il 69% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino.

In attesa di affrontare, non prima della seconda metà di agosto, i nodi legati a trasporti, scuola e lavoro e con la risalita delle terapie intensive – 17 ricoveri in più nelle ultime 24 ore a conferma che non si può abbassare la guardia – l’ultimo report del governo certifica dunque una situazione che potrebbe essere ancora più evidente tra 7 giorni, quando sui dati si vedrà l’effetto pieno del decreto che rende obbligatorio dal 6 agosto il green pass per poter accedere a tutta una serie di attività e servizi e introduce un’altra importante novità, attesa da milioni di italiani. Dalle prossime ore si potrà infatti tornare a far visita ai propri familiari ricoverati in ospedale, cosa che era impossibile da oltre un anno: con il green pass sarà consentito l’accesso alle sale d’attesa dei pronto soccorso e dei reparti delle strutture ospedaliere.

Ma, proprio come accaduto in Francia, il rovescio della medaglia sono le proteste di piazza. Ieri sono scesi in migliaia in piazza per dire “no green pass”. Tremila persone a Roma, dove ci sono stati disordini, cinquemila a Torino, cinquecento ad Aosta, mille ad Alessandria e Bologna, duemila a Cagliari, duecento a Saluzzo, altre migliaia a Milano e poi ancora a Genova, Lecce, Cremona, Messina e in altre località da un capo all’altro della Penisola hanno aderito alla mobilitazione lanciata attraverso un tam-tam su social e canali Telegram contro quella che è stata definita “dittatura” con tanto di paragoni col nazismo e foto di Draghi con i baffetti à la Hitler esibite a Milano e Torino. Tra la folla pensionati, artigiani, lavoratori dipendenti e anche alcuni ristoratori preoccupati per le ricadute economiche per l’obbligo del green pass che scatterà il 6 agosto. Ma a Roma e Torino anche militanti di estrema destra, con Forza Nuova e Casa Pound. E sulle proteste, rispolverando il metodo della Lega di lotta e di governo, sembra voler soffiare Salvini: «Il vaccino deve essere una libera scelta per tutti, soprattutto per i ragazzi. Ho fiducia negli italiani, sanno cosa devono fare. Invito tutti a informarsi e scegliere. Quello che non accetto è la multa, il divieto, la burocrazia. Qualcuno non ama i giovani perché con il green pass li lascia fuori persino dai parchi divertimento. C’è razzismo verso di loro…». Ancora più dura, dall’opposizione, la leader di fratelli d’Italia Giorgia Meloni: «Così devastiamo il nostro turismo e la nostra economia favorendo tutte le altre nazioni».

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