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Valdegamberi (Zaia Presidente): “Lupi in Lessinia: è una strage quotidiana. Gli allevatori ed i cittadini sono esasperati. Senza risposte adeguate c’è il rischio di azioni individuali di autotutela”

“La pastorizia e l’allevamento in Lessinia non possono morire per colpa della scellerata introduzione dei lupi. Le stragi in atto in questi giorni stanno esasperando la popolazione e stanno demotivando i giovani che hanno creduto ed investito in questo territorio”. 

Sono le parole affidate ad una nota scritta del Consigliere regionale Stefano Valdegamberi (ZP) che sul tema prosegue: “Anche gli operatori turistici sono preoccupati. Più volte si è detto che il lupo è incompatibile con queste terre montane dove l’economia agricola e pastorale è ancora viva e offre opportunità di vita a molte famiglie. Questa non è una landa deserta o una foresta, ma un immenso pascolo, con malghe e stalle ovunque. Qui è concentrato il 50% del patrimonio zootecnico della montagna veneta. Lasciare che il lupo scorrazzi indisturbato e senza predatori naturali equivale a farlo entrare in una stalla”. “La cosa che mi sconcerta – prosegue il Consigliere – è la falsa opinione ambientalista che offende ed umilia il lavoro degli allevatori lessinici. Viene quotidianamente disprezzata la loro dura attività da chi si eleva a paladino del lupo e della natura, vivendo nel comfort cittadino. Propongo che nel piano nazionale di gestione e conservazione del lupo, in discussione a Roma, venga concessa una deroga alla Lessinia in ragione delle sue specificità, conformemente a quanto previsto delle disposizioni contemplate dall’art. 16 della Direttiva comunitaria Habitat. Qualora non fosse possibile eliminarlo del tutto, occorre quantomeno contenerne numericamente la presenza. Se non lo farà lo Stato lo faranno i cittadini”.  “Quando lo Stato viene percepito come nemico – conclude Valdegamberi – la gente, esasperata, procede da sola a salvaguardarsi, secondo i metodi della tradizione. Un tempo chi ammazzava il lupo o la volpe riceveva un premio dalla comunità locale: non vorrei che si arrivasse a questo, ma le premesse ci sono tutte. Quando manca il buon senso nelle norme e di chi le applica, la gente si autotutela e potrei essere il primo ad essere disponibile per queste collette, ma mi auguro che non si arrivi a ciò. Sarebbe una sconfitta della politica, oltre che del buon senso”.

8 settembre 2016 

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