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Vendita online dei farmaci veterinari, la commissione Sanità del Senato condivide i timori di Federfarma: il regolamento Ue va rivisto

Va «rivisto» l’articolo della proposta di Regolamento Ue sui farmaci veterinari che autorizza la vendita online di tali prodotti. E’ una delle raccomandazioni con cui la commissione Igiene sanità del Senato ha espresso parere favorevole alla bozza della Commissione europea, attesa ora a Strasburgo per l’iter parlamentare e quindi a Bruxelles per il voto finale del Consiglio dei ministri dell’Unione.

Nata per aggiornare la direttiva 2001/82, la proposta di Regolamento mira ad accrescere la disponibilità di farmaci veterinari sul mercato unico e stimolare la competitività e l’innovazione. Non a caso tra le novità avanzate dal testo spiccano non solo l’e-commerce (che l’Igiene e sanità boccia perché «potenzialmente causa di abusi e abbisognevole di specifica e analitica regolamentazione») ma anche la vendita diretta da parte dei veterinari, altro passaggio che il Senato chiede di rimuovere: «Occorre tenere ferma una netta distinzione di ruoli» è il motivo «tra chi prescrive e chi vende il farmaco».

Il doppio no di Palazzo Madama è anche frutto delle preoccupazioni con cui Federfarma aveva accompagnato l’arrivo in Senato della bozza varata da Bruxelles. Su e-commerce e vendita diretta, in particolare, il sindacato titolari aveva prima inviato una lettera al ministero della Salute, nella quale si segnalavano le criticità del testo e se ne chiedeva la correzione, quindi sono scattati i contatti con le forze politiche.

Per trovare elementi con cui corroborare la propria posizione, d’altronde, il sindacato non ha dovuto fare grande fatica: bastano le segnalazioni che Federfarma stessa invia periodicamente all’Aifa per denunciare violazioni e abusi del web. Le due più recenti riguardano proprio alcuni farmaci veterinari con obbligo di ricetta, messi in commercio in un caso da un sito forse spagnolo tramite e-Bay, nell’altro da un portale di zootecnia con dominio .it. Per entrambi il sindacato ha chiesto l’oscuramento alla luce delle procedure introdotte a febbraio dal d.lgs 17/2014 (decreto anticontraffazioni). (AS)

Fonte: Federfama – 9 dicembre 2014 

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