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Veneto, Asl: cambia tutto nella spartizione dei fondi regionali

Ma in Giunta gli assessori di Venezia e Rovigo non ci stanno. Basta con il “calderone unico” per i debiti di tutti: ognuno dovrà sistemarsi i conti. Nuovi criteri: conta la fascia d’età dei pazienti

Cambiano i criteri per la gestione dei costi delle Ulss venete Un riparto in parte rivoluzionario, sicuramente coraggioso, che cancella punti fermi del passato, anche se ci sarà da vedere quante delle buone intenzioni della prima ora resisteranno alle reazioni politiche di chi si sente defraudato dalle novità e si erge a paladino dello status quo. Martedì a palazzo Balbi il secondo atto. Ritorna in giunta la delibera madre dei bilanci delle 21 Ulss, delle 2 aziende ospedaliere, dello Iov del Veneto, con i correttivi imposti dalle (forti) voci di dissenso – si dice degli assessori Chisso e Coppola – emerse al primo impatto con il provvedimento presentato dall’assessore Luca Coletto.

Il documento passerà poi all’esame della 5a commissione di Leonardo Padrin, che avrà la responsabilità di avallare un’eventuale impostazione rivisitata del riparto o rilanciarne le innovazioni dissociandosi dalle mediazioni di giunta. Importante non perdere altro tempo. Le Ulss giungono a novembre senza sapere quale sarà l’entità del proprio fondo sanitario sul quale in teoria si sarebbe dovuto costruire il bilancio di previsione. Ulteriori ritardi sarebbero deleteri. Ma ecco i principali criteri-guida del riparto 2010 prima del probabile bagno di restaurazione.

HOLDING ADDIO. Si ribalta il principio biblico sempre proclamato dalla passata gestione secondo cui le le 24 aziende venete formavano una holding, per cui utili e passivi finivano tutti in un gran calderone e poi alla fine ci pensava la Regione a togliere dai guai le Ulss più incerottate. Un sistema che ha consentito a più di qualche azienda di far esplodere la propria quota di indebitamento. Un’Ulss vicentina, nella zona bassa della classifica generale che si sta scrivendo nel “libro bianco” voluto dal governatore Zaia, é passata nel giro di pochi anni da 15 a 25 milioni. Ora, col nuovo corso il bilancio vero diventa il bilancio consolidato della Regione. I dg dovranno far quadrare i conti della loro Ulss. Le risorse saranno ripartite non più in base all'(arcaico) assunto della spesa storica ma alle esigenze della popolazione secondo standard di riferimento.

CONTA L’ETÀ DEI PAZIENTI. Fissati i costi standard, non ci potranno essere più differenze per capitoli di spesa predefiniti. La spesa farmaceutica territoriale dovrà essere uguale per tutti, non come accade oggi con un costo per abitante che cambia in misura marcata da un’Ulss all’altra. Unica vera variabile l’età degli utenti. La spesa sarà correlata a una determinata fascia di età. Ad esempio per la fascia dei pazienti di 65-75 anni le Ulss dovranno pagare la stessa cifra. E così pure un reparto ospedaliero a parità di occupazione di posti-letto dovrà costare in modo uguale dappertutto.

DORSALE DEGLI OSPEDALI. Nasce un asse di ospedali formato da Padova, Verona, Vicenza, Treviso, Mestre. Padova e Verona avranno funzioni sovraprovinciali; Vicenza, Treviso e Mestre provinciali. Queste funzioni avranno un riconoscimento finanziario a parte. Alcuni servizi degli ospedali sovraprovinciali (Padova, ad esempio, la rianimazione neonatale) avranno come bacino di utenza l’intera regione. Le liste di attesa dei reparti di alta specializzazione degli altri 3 ospedali (a Vicenza, ad esempio, la radioterapia) saranno aperte all’intera provincia.

SUEM E 118. Tutti i servizi di urgenza e emergenza, compresi i pronto soccorso, avranno un finanziamento non per drg (tariffe relative a una specifica prestazione sanitaria) ma per funzione in modo da avere risorse adeguate.

MONTAGNA, LAGUNA, ZONE DEPRESSE. Per le specificità territoriali, un dato tutto veneto non contemplato dal riparto nazionale, si confermano i criteri adottati lo scorso anno dalla 5a commissione. Belluno, Feltre, Venezia, Rovigo, Adria avranno un aumento del 25% della quota capitaria. Coletto ha tenuto conto della storia, anche se toccherà alla commissione ratificare o attenuare.

Il Giornale di Vicenza

28 ottobre 2010

 

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