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Azienda zero, Coletto: «Il modello è ancora da limare». La Regione Veneto corregge il tiro e annuncia ritocchi

coletto-sanita-Webdi Rosanna Magnano, Il Sole 24 Ore sanità. «Razionalizzare la gestione della sanità regionale per riassorbire senza contraccolpi quelli che sono i continui tagli lineari al Fondo sanitario». È questo, spiega l’Assessore alla Sanità veneta Luca Coletto, l’obiettivo principe di una proposta di legge a firma del governatore Luca Zaia depositata senza troppo rumore il 26 giugno scorso al Consiglio regionale del Veneto. Un provvedimento che oltre a prevedere il passaggio da 21 a 7 Ulss sulla base dei confini provinciali (il processo dovrebbe chiudersi entro l’anno), prevede l’istituzione di un nuovo organismo di governance della sanità regionale denominato «Azienda zero». Un Ente che a regime, assicura l’assessore, «consentirà risparmi tra i 50 e i 60 milioni l’anno». Un testo fortemente innovativo sul quale tuttavia la Regione sta già facendo una parziale marcia indietro. Riscrivendolo. Limandolo.

Rendendolo più «leggibile» e compatibile con le normative di settore e con la stessa Costituzione. La versione post-restyling, assicura Coletto, «sarà pronta entro 15 giorni».

Una correzione di tiro vera e propria

Perché una volta superato lo stallo estivo, forti perplessità hanno incominciato a serpeggiare e a infiammare il dibattito sulla proposta normativa della Regione. Non a caso domani la Quinta Commissione consiliare si riunisce in audizione su richiesta delle sigle sindacali della dirigenza medica. Che vogliono vederci chiaro.

Ma che cosa sarà questa Azienda zero?

Attenzione: la scelta della cifra potrebbe ingannare. Precede l’uno, significa anche «niente» o «nullo». Un numero apparentemente umile ma di grande potenza, perché se lo si considera come fattore, annulla e rade al suolo tutto quello con cui si rapporta. E a leggere il testo della proposta in effetti c’è qualcosa di rivoluzionario: in Azienda zero, un ente strumentale regionale, si concentrerebbero le funzioni di programmazione (anche del personale), attuazione sanitaria e socio-sanitaria, coordinamento degli acquisti sanitari e governance del Ssr. Con un flusso di cassa che copre il 70% del budget regionale pari a 8 miliardi di euro. Il direttore generale lo nomina il presidente di Giunta, la Giunta detta gli indirizzi e al Consiglio resta il compito di una verifica periodica sulla rispondenza agli obiettivi di governo. E il Collegio sindacale, ossìa l’organismo interno di valutazione, è nominato dallo stesso direttore generale. Più che zero, forse un’Azienda «infinito».

Insomma un testo che non poteva passare a lungo inosservato, al netto delle vacanze estive. E assessorato e Consiglio non sono rimasti a guardare

«Stiamo limando la norma – spiega Coletto – stiamo lavorando con il Consiglio per riparametrarla nella maniera più corretta. Si tratta di scritture mal fatte. Bisogna riscriverla in maniera che non sia fraintesa. Quando c’è qualcosa di nuovo ci sono sempre delle perplessità, ora si tratta i capire cosa può portare di buono. E 60 mln non sono pochi».

Più garanzia di coordinamento, efficienza e razionalizzazione delle risorse. Ma azienda zero, in effetti, svuoterebbe in modo sostanziale anche le stesse prerogative dell’assessorato, rendendo di fatto nullo anche il parere dei Sindaci sul sociale. «Stiamo lavorando per riscriverla al meglio in maniera tale che non dia adito a dubbi e con le limature che proporremo non ci sarà alcun tipo di svuotamento», ribadisce l’assessore. «Sarebbe paradossale – sottolinea Coletto – che andassimo in Consiglio e in Giunta e ci suicidassimo, considerato che la proposta di legge l’approviamo noi».

Le «limature» più importanti saranno un paio. «Basta aggiungere che la programmazione rimarrà in capo al Consiglio. Questo è un bel cambiamento, quando è chiaro che la programmazione può essere solo ed esclusivamente del Consiglio. E poi la gestione del budget: ovviamente dovrà avere il passaggio politico, perché è inevitabile e ineludibile. E’ sempre stato così e potrà essere solo così».

Che cosa resterà quindi di Azienda zero? «Sarà la longa manus della Giunta, dove sostanzialmente si opera direttamente, dopo aver fatto la programmazione in Consiglio», chiarisce Coletto. Quindi efficientamento, stop alle duplicazioni di costo, monitoraggio e vigilanza sulle Aziende Ulss, omogeneizzazione delle procedure, acquisti coordinati e riduzione della spesa. Un esempio per tutti. «Basti pensare ai concorsi per l’assunzione del personale – conclude l’assessore -. Finora si organizzavano 21 concorsi per assumere un infermiere, 21 capannoni, 21 commissioni giudicatrici. Con Azienda zero si farà un concorso solo e le Ulss attingeranno da una graduatoria unica. Un bel risparmio».

Il Sole 24 Ore sanità – 5 ottobre 2015 

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