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Veneto. Cibi di origine animale, aumentano i controlli. Meno verifiche sulla salute degli animali per le migliorate condizioni di allevamento. La relazione 2014 dell’IzsVe

Luca Fiorin Controlli sugli alimenti di origine animale in notevole crescita, ma contemporaneo calo delle verifiche in materia di sanità animale. Situazione, questa, conseguente al costante miglioramento delle condizioni di allevamento. Sono questi i dati che saltano all’occhio scorrendo la relazione dell’attività 2014 dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, l’ente pubblico a cui sono demandate attività di prevenzione, ricerca e servizi per la provincia veronese.

La struttura complessa territoriale di Verona e Vicenza che è la seconda più grande delle sei del Triveneto dopo quella di Padova e Rovigo, conta 39 addetti – lo scorso anno ha compiuto 9.667 accertamenti su alimenti, quasi il 40 per cento in più rispetto ai meno di 7.000 del 2013, e 207.800 verifiche in materia di sanità animale, il 37 per cento in meno rispetto a quelle dell’altro anno. Per quel che riguarda i controlli di laboratorio sugli ammali, se l’attività concernente i bovini, gli ovi-caprini e gli equini registra valori simili per le analisi svolte nel territorio delle Asl vicentine e veronesi, nettamente diversi sono i numeri, con un impegno decisamente maggiore a Verona e provincia, relativo ai suini e, soprattutto, alle specie avicole. Situazioni conseguenti alla larga diffusione dell’attività di allevamento ed alla presenza di industrie di lavorazione leader a livello internazionale. Solo le analisi legate ai controlli preventivi dell’influenza aviare sono state nella provincia scaligera, che di fatto è la capitale italiana del settore, oltre 30mila.

In tutto il Triveneto l’istituto ha eseguito nel 2014 1.772.583 esami. Numero che comprende non solo la salute animale e la sicurezza alimentare ma anche la ricerca scientifica. Rispetto all’anno precedente sono aumentati in numero asso luto gli accertamenti analitici in sicurezza alimentare, anche grazie alla sostituzione di metodi tradizionali per la ricerca di patogeni con metodi molecolari, con un sensibile miglioramento dei servizi erogati. Anche in termini complessivi si è invece registrata una diminuzione delle attività analitiche nella salute animale, che ha riguardato soprattutto i piani di sorveglianza ed eradicazione delle malattie infettive degli animali e delle zoonosi.

Un calo che, ovviamente anche nel Veronese, è dovuto al miglioramento degli standard sanitari negli allevamenti ed alla conseguente riduzione dell’intensità dei programmi di controllo. Per quanto riguarda la sanità animale, nel 2014 si sono verificate almeno tre situazioni di particolare interesse: la comparsa per la prima volta in Europa del coleottero Aethina thumida, che crea gravi problemi in apicoltura, la cui identificazione in Calabria e Sicilia ha comportato controlli anche nel Nord-Est; il rilevamento del virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N8 in un allevamento della provincia di Rovigo, situazione che è rimasta circoscritta grazie alle misure di eradicazione adottate; l’aumento dei casi di botulismo bovino nel Triveneto.

L’Arena – 1 settembre 2015 

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