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Veneto. Congelata la manovra da 100 milioni. Insorge l’opposizione (e Berlato), depositati 780 emendamenti. Zaia chiede e ottiene il rinvio a giovedì

C’è voluto l’intervento del governatore Luca Zaia (e, a dire il vero, pure una controffensiva ostruzionistica da 780 emendamenti dell’opposizione) per sbloccare l’empasse venutasi a creare sul progetto di legge 11, nato per eliminare l’imbarazzante mancia pre elettorale dell’ultima Finanziaria, rubricato genericamente «Razionalizzazione della spesa regionale» ma finito per diventare, ritocco dopo ritocco, una vera e propria manovra d’inizio legislatura, per un valore di oltre 96 milioni di euro.

Il voto sugli azzeramenti previsti, con conseguente dirottamento dei fondi verso altre voci, è rinviato al consiglio già convocato per giovedì mattina. I prossimi giorni saranno quindi fondamentali per capire chi verrà salvato e chi, invece, vedrà confermato il taglio, dopo le canoniche trattative tra i partiti. I margini sono ristrettissimi e l’elenco degli stangati resta ad oggi lunghissimo: sono stati stralciati i malati di Alzheimer per 258 mila euro («Solo perché la presidente di un’associazione è amica di un assessore, è inaccettabile» è sbottato il dem Claudio Sinigaglia) e i fondi per i corsi per la disostruzione pediatrica (altri 30 mila euro) mentre rimangono nero su bianco, tra gli altri, l’azzeramento dei fondi per le associazioni dei ciechi e dei sordi, per il contrasto alla violenza sulle donne, per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso, per l’attività terapeutica da cannabinoidi, per il contrasto all’abuso e alla violenza sessuale, per l’accoglienza dei non autosufficienti. Vengono poi ridotti i budget per la disabilità e la prevenzione delle dipendenze. Trattandosi di voci del Sociale, per un totale di 9,2 milioni, si possono immaginare le proteste (in consiglio si racconta di mail bombing e pioggia di telefonate per tutta la notte tra giovedì e ieri) ma anche l’assessorato della Donazzan ha subito sforbiciate per 9,4 milioni, quello di Corazzari per 5,9 milioni, quello di Bottacin per 4,4 milioni. I soldi così ricavati vanno ad aggiungersi, nella proposta messa a punto dal vice presidente Gianluca Forcolin, a quelli ricavati dalla cancellazione dei 17 articoli «mancia» approvati sul finire della scorsa legislatura, portando così il totale delle risorse rimesse a disposizione della giunta a quota 96,3 milioni. Quattrini che servono alla costituzione del fondo per le calamità naturali (20 milioni), al finanziamento delle Province e dei loro dipendenti (11 milioni che si aggiungono ai 17 già stanziati, compreso il sostegno ai disabili sensoriali, e i 6 milioni per le funzioni sociali), alla Sanità (16,8 milioni), ai progetti Ue (5 milioni), alla difesa idrogeologica (3 milioni), agli avvocati della Regioni (1,2 milioni).

Inutile il tentativo di Forcolin di rabbonire le opposizioni, insorte all’idea di dover studiare in poche ore 50 pagine che toccano 200 voci di bilancio per quasi 100 milioni («Sono solo limature»): «Ci state prendendo in giro?» ha strabuzzato gli occhi il pentastellato Jacopo Berti ma anche Sergio Berlato di Fratelli d’Italia ha avvertito la sua maggioranza: «Governare non è comandare, occorre una riflessione sul metodo utilizzato sennò si rischia l’effetto boomerang». Di qui la controffensiva ostruzionistica, col deposito di ben 777 emendamenti. È a questo punto che è intervenuto Zaia: «Non c’è la volontà di fare forzature ma solo di essere coerenti con quanto ho promesso in campagna elettorale. Dopo di che, se l’opposizione accetta un confronto politico, rinunciando all’ostruzionismo, sono pronto a rinviare il voto alla prossima settimana». Mano tesa subito stretta dalla minoranza, che ha promesso di concentrarsi su pochi emendamenti, una ventina, ritenuti fondamentali.

Tutti a casa, dunque, anche se prima di andarsene Zaia ha voluto riunire la sua maggioranza. A Palazzo Ferro Fini raccontano non abbia affatto gradito l’inciampo sull’emendamento per l’aumento del personale della giunta, da 50 a 66 persone, con ripristino dei vicari di segreteria. Un passo falso che ha dato il destro alle opposizioni per mettere la novità in relazione con i tagli al Sociale. Anche se l’assessore al Turismo Federico Caner assicura: «È stato ritirato solo per questioni tecniche, lo ripresenteremo alla prima occasione utile».

Marco Bonet – Il Corriere del Veneto – 26 settembre 2015

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