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Veneto, corsa alle riforme: troppe proposte di legge chiuse nei cassetti. Ruffato: abbiamo tre mesi per chiudere gli obiettivi più importanti

di Alda Vanzan. Ieri le cave, oggi la famiglia tradizionale? Il rischio di un’altra spaccatura all’interno della maggioranza di centrodestra che governa la Regione Veneto c’è, tanto che oggi, prima dell’inizio dei lavori del consiglio convocato per le 14.30 con prosecuzione domani e giovedì, sono previste riunioni dei singoli gruppi per decidere quale posizione assumere sul tema della famiglia naturale al momento del voto (sempre ovviamente che si arrivi a votare la mozione della Lega e non cada il numero legale).

Il rischio, però, di offrire l’ennesimo desolante spettacolo di un’assemblea legislativa che passa ore a discutere senza nulla decidere, esiste. Tant’è che il presidente del consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, ieri ha lanciato un invito/appello ai colleghi perché si lavori «concentrati e a testa bassa».

«Abbiamo circa tre mesi per chiudere i più importanti obiettivi di fine legislatura e non abbiamo intenzione di perdere tempo: procederemo, per dirla senza fronzoli, a testa bassa», ha detto Ruffato. Un invito che, però, non trova riscontro nell’ordine del giorno del consiglio di oggi. Buona parte delle riforme annunciate e dei principali progetti di legge, infatti, giace ancora nelle commissioni. Roba di cui si parla da anni: Veneto Agricoltura, consumo del suolo, piano venatorio, riforma delle Ipab, per non dire della legge elettorale e del nuovo regolamento attuativo dello statuto che impone la riduzione delle commissioni.

Ruffato insiste: «Ho mandato messaggi chiari ai gruppi e alla giunta, chiedendo concentrazione e ho avuto assicurazione da parte di tutti che ci sarà uno spirito costruttivo». Ma in tre mesi riusciranno ad approvare tutto quello che hanno messo in cantiere? Faranno sedute notturne per smaltire gli arretrati? In realtà a Palazzo Ferro Fini contano di terminare la legislatura dopo il previsto: le ultime indiscrezioni che arrivano da Roma parlano infatti di elezioni a maggio anziché a marzo, il che consentirebbe altri due mesi di tempo per legiferare e dimostrare che a Palazzo Ferro Fini si produce. Ma per farlo, bisogna che il bilancio di previsione 2015 venga approvato al più presto e che non si vada in esercizio provvisorio come è successo negli ultimi anni. Tema affrontato anche con il governatore Luca Zaia nella riunione di maggioranza di venerdì scorso: muovetevi in giunta con il bilancio, hanno invocato soprattutto Forza Italia e Ncd.

Il Gazzettino – 14 ottobre 2014

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