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Veneto. «Irregolarità nelle spese dei gruppi». La Corte dei conti vuole chiarimenti sui bilanci dei partiti per il 2013: «Emerse carenze»

Alda Vanzan. Nel mirino siti web, biglietti da visita, sondaggi, collaborazioni e le parcelle per il ricorso al Tar. I biglietti da visita del consigliere regionale Mario Rossi se li deve pagare Mario Rossi col proprio stipendio o deve farsene carico il gruppo consiliare?

Idem per i siti web intestati ai consiglieri: se sono personali, cosa c’entrano con l’attività istituzionale del gruppo? E, soprattutto, perché il ricorso al Tar contro il pronunciamento della Corte dei conti è stato fatto con i soldi del gruppo?

      Inutile negarlo: stavolta i giudici contabili, oltre che veloci, hanno fatto le pulci su tutto. Perfino sull’acquisto di un toner per la fotocopiatrice. Né si sono lasciati impressionare dalla sentenza della Corte costituzionale della scorsa settimana (la numero 39/2014) che pareva “assolvere” le spese dei gruppi dei consigli regionali. Il controllo – hanno sottolineato i giudici contabili citando la stessa sentenza della Consulta – però va fatto e la spesa deve essere inerente all’attività istituzionale. E se l’inerenza dovesse non esserci, le somme vanno restituite. Non solo: in base alle Linee guida deliberate dalla Conferenza Stato-Regioni, è ad esempio vietato usare i fondi dei gruppi per attività del partito

      Tutte queste considerazioni sono scritte nella deliberazione numero 190 che la Sezione di controllo della Corte dei conti ha approvato il 12 marzo scorso e che da ieri è disponibile sul sito della stessa Sezione. E sempre ieri sera, pochi minuti prima che finisse la seduta del consiglio regionale del Veneto, gli atti sono stati consegnati ai vari capigruppo. Un malloppo corposo: sette pagine di deliberazione più gli allegati per ciascun gruppo consiliare. Nessuno è scampato alla verifica dei giudici contabili presieduti da Claudio Iafolla. O, meglio: si sono “salvati” il gruppo di Forza Italia di Leonardo Padrin, costituito lo scorso novembre (non ha speso una lira o ha fatti i conti bene?) e il gruppo del Nuovo centrodestra (nato nel febbraio 2014).

      L’iter è iniziato il 27 febbraio scorso, quando il presidente della giunta regionale (ma secondo la Corte costituzionale il compito deve spettare al presidente del consiglio regionale) ha trasmesso i rendiconti 2013 dei gruppi consiliari avuti da Palazzo Ferro Fini alla Sezione di controllo della Corte dei conti. Questa, per legge, ha 30 giorni di tempo per analizzare le carte. Termine, però, che ora si è interrotto con la richiesta di chiarimenti ai singoli gruppi. «Sono emerse – recita la delibera – diverse carenze ed irregolarità documentali che necessitano di essere approfondite ed, eventualmente ed ove possibile, regolarizzate».

      A tutti i gruppi viene chiesto di spiegare perché le spese legali relative al ricorso al Tar sono state contabilizzate sotto la voce del rendiconto “Spese consulenze, studi ed incarichi”. Il ricorso è quello fatto da tutti i gruppi contro la delibera dell’anno scorso della stessa Corte dei conti che contestava le spese del 2012 dei gruppi consiliari; delibera che, se non fosse intervenuta la “mediazione” a livello nazionale, avrebbe comportato non solo la restituzione delle somme, ma anche la cancellazione del contributo per il 2013. Così tutti gruppi avevano fatto ricorso affidando la propria difesa agli avvocati Mario Bertolissi, Vittorio Domenichelli, Francesco Rossi (tranne la Lega che si era affidata a un altro legale). La richiesta di chiarimenti della Corte dei conti è sibillina: vuole sapere perché le parcelle sono finite nella voce delle consulenze, non si capisce se contesta anche la regolarità di questa spesa. Ossia: gli avvocati se li devono pagare di tasca propria i capigruppo?

      E adesso? Adesso i gruppi consiliari della Regione Veneto hanno 15 giorni di tempo per dare le spiegazioni. Poi la Sezione di controllo deciderà se accettarle o respingerle. La novità è che, rispetto all’anno scorso, la normativa sarà applicata: le somme ritenute non regolari dovranno essere restituite. E in questo caso si aprirà un altro capitolo: chi dovrà restituire i soldi? Tutti i consiglieri del gruppo o il solo capogruppo?

 Gazzettino – 14 marzo 2014 

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