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Veneto. L’Usl Belluno lancia l’allarme «Zanzare insediate anche alta-quota»

Cresce l’attenzione da parte del Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Usl 1 sulle zanzare e sulle febbri estive che possono trasmettere, soprattutto in considerazione dei 30 casi di “West Nile” rilevati lo scorso anno tra Venezia e Treviso.

E i livelli di guardia si alzano, anche in considerazione delle piogge frequenti che si sono registrate in questa primavera. Il mix tra umidità e temperature estive, infatti, crea l’habitat ideale per il proliferare delle zanzare. Ma anche delle zecche.

Occhio alle zanzare. Il dirigente del Sisp, Fabio Soppelsa, sottolinea come la sorveglianza “speciale” verso questi insetti sia dettata dal ministero della Salute, che chiede una maggiore attenzione verso tre malattie, che hanno registrato pericolosi aumenti in Italia, ma anche in Veneto: la chikungunya (una malattia febbrile acuta virale) e la dengue (una malattia infettiva tropicale), entrambe trasmesse dalle zanzare del genere Aedes (vale a dire zanzara tigre e coreana); e la malattia del Nilo occidentale o West Nile, trasmessa dalle zanzare comuni (le Culex).

Insomma, l’appello che viene dall’Usl è quella di cercare di non farsi mordere da nessun insetto e meno che meno dalle zanzare, perché non si sa se queste possano essere delle portatrici delle suddette malattie. Patologie che, come ricorda Soppelsa, «sono veicolate dagli uccelli migratori, che a loro volta le trasmettono alle zanzare. Queste, a loro volta, possono veicolare il virus agli animali (in special modo ai cavalli) e agli uomini. La West Nile solo nei 20% dei casi si presenta con una forma febbrile; solo nell’1% dei casi può dare avvio ad una forma neuroinvasiva come encefalite o meningoencefalite: di queste, il 9% risulta letale. Per il rimanente 80%, chi viene punto dalle zanzare infette resta asintomatico».

Come scongiurare queste patologie? Per il Sisp l’importante è tenere sotto controllo la densità di questi insetti. Ed è per questo che l’Usl ha avviato un monitoraggio e un campionamento della presenza di zanzare tigre, coreane e comuni, scoprendo dei numeri inattesi: «Per ora abbiamo densità basse, ma comunque siamo sulla rotta degli uccelli migratori», precisa Paolo Dal Pont del Sisp, che si occupa delle zanzare. «Abbiamo visto che le zanzare tigre e coreane, che solitamente vengono individuate a 400-500 metri di altitudine, sono già salite a quota 1000 metri, mentre la zanzara culex l’abbiamo riscontrata in ambienti che non ci aspettavamo. Quindi, la diffusione sta aumentando e possiamo anche ipotizzare che presto le zanzare tigre e coreane saranno sempre più diffuse. Per questo motivo, invitiamo la popolazione a segnalarci eventuali focolai, ma soprattutto a provvedere a fare la prevenzione e la disinfestazione: nei luoghi pubblici ci pensa l’Usl, ma nelle aree private sono a carico del singolo», precisano Soppelsa e Dal Pont.

E così, siccome prevenire è sempre meglio che curare, l’Usl e il Sisp hanno in calendario una serie di incontri pubblici per spiegare il problema delle zanzare e delle malattie trasmesse. Il primo si terrà lunedì alle 20.30 a Limana, poi seguiranno Belluno, Farra d’Alpago e Longarone.

corrierealpi.it – 10 giugno 2013 

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