Breaking news

Sei in:

Veneto, mancano 158 primari. Esercito posti vacanti. Regione ha bloccato nomine. C’è chi aspetta dal 2010

1a1a1_0aaaaprimariQuasi 160 poltrone “vuote a metà”. A suon di pensionamenti di camici bianchi eccellenti, nell’esercito della sanità veneta si ingrossano le fila dei primari a tempo determinato, arrivati a quota 158: sono scelti dai propri superiori e restano alla guida delle unità operative il tempo necessario perché venga portato a termine il nuovo concorso. Peccato che, sempre più spesso, dalla festa d’addio dell’anziano direttore a quella per l’insediamento del suo successore passino anni. Le conseguenze? Stop ai progetti, rapporti più difficili in corsia (che immancabilmente si riflettono sugli ignari pazienti), poco peso specifico ai tavoli che contano. Non è quasi mai una questione di curriculum, ma di “medaglia” al petto.  Vedi tutti i posti vacanti

A Feltre attendono dal 2010 che la Regione dia il placet alla copertura del primariato di Anestesia e Rianimazione. La Dermatologia di Belluno è nella stessa situazione. Il pacco di richieste più corposo sul tavolo del segretario alla Sanità Domenico Mantoan però è targato Usl 9 di Treviso: sono 22. Un’unica richiesta da parte di Adria, che chiede che venga accordato di coprire il primariato di Radiologia. Stop alle nomine Il plico di domande dei manager della sanità veneta è destinato a crescere, o quanto meno a non snellirsi. La Regione, in attesa di rendere operativo il piano socio sanitario e di nominare i nuovi direttori generali, ha bloccato l’iter di “assegnazione delle apicalità”, in altre parole dei posti di comando dei reparti ospedalieri. Una norma introdotta dall’ex governatore Giancarlo Galan infatti prevede che sia necessario il “sì” del segretario alla Sanità perché un manager possa procedere con il concorso. Da una parte una limitazione dei poteri, dall’altra un’elegante via di uscita in caso di litigi tra aspiranti successori o di obbligo di chiusura dei reparti. “Scaricare” le colpe sulla Regione ha salvato fior di manager. Ora, a pochi mesi dalla scadenza del mandato dei direttori generali, Palazzo Balbi ha chiuso i rubinetti: stop alle nomine dei primari e, novità di agosto, pure dei dirigenti. Poltrone vuote Cinque reparti senza “capitano” all’Usl 1 di Belluno, dieci nell’Ovest vicentino, ventidue a Treviso, quattordici all’Usl 16 di Padova, tredici all’Usl 12 di Venezia, sedici a Vicenza, otto a Mirano, dodici a Rovigo, dieci nell’Ovest vicentino. E non si tratta di primariati ad esaurimento: per i reparti destinati ad essere accorpati o su di un binario morto i direttori generali spesso non chiedono nemmeno la copertura del posto. All’ospedale di Belluno attendono da un anno la Chirurgia vascolare ed il Laboratorio Analisi. Ad Arzignano, in provincia di Vicenza (Usl 5), aspettano che si possa svolgere il concorso per la direzione della Ginecologia. A Vicenza sono scoperte l’Oncologia, l’Igiene pubblica, l’Otorinolaringoiatria. L’Usl 6 poi detiene un record poco invidiabile: la richiesta di copertura della direzione medica di presidio ospedaliero di Noventa vicentina attende una risposta dal dicembre del 2008. All’Angelo di Mestre sono scoperti reparti fondamentali come la Cardiochirurgia, la Cardiologia e la Chirurgia toracica. Distretti padovani, un caso. L’Usl 16 vanta il primato di aver un solo capo-distretto di ruolo: gli altri quattro sono guidati da facenti funzioni. Entrambe le Angiologie cittadine (Usl 16 ed azienda ospedaliera) attendono una guida, così come quattro reparti di Piove di Sacco e la Rianimazione dell’ospedale dell’Usl 16. E in azienda ospedaliera? Mancano all’appello 5 direttori, anche se in realtà sfuggono all’elenco i primariati universitari vacanti, che dipendono dal rettore e non da Mantoan. Treviso, record di poltrone vuote Ventidue reparti in attesa di una guida all’Usl 9, anche se le richieste giunte dalla Marca,da parte di Claudio Dario, sono 29: Mantoan ha dovuto premere il piede sull’acceleratore confermando l’autorizzazione per 7 unità operative. È esemplare però il caso di Oderzo, dove restano ancora in attesa ben 5 strutture: Pronto soccorso, Chirurgia, ortopedia, Medicina interna e Salute mentale.

Il Mattino di Padova – 30 agosto 2012

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top