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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Veneto. Mancata corresponsione dei «premi di risultato»: le Usl di Belluno, Padova e Rovigo denunciate dagli ospedalieri
    Notizie ed Approfondimenti

    Veneto. Mancata corresponsione dei «premi di risultato»: le Usl di Belluno, Padova e Rovigo denunciate dagli ospedalieri

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati19 Dicembre 2017Nessun commento2 Minuti di lettura
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    I primi sono stati i medici di base, che le hanno accusate di aver diffuso dati falsi sull’adesione allo sciopero degli scorsi 8 e 9 novembre. Ora a denunciare le Usl sono gli ospedalieri e per uno dei motivi alla base dell’astensione dal lavoro da loro proclamata lo scorso 12 dicembre, ovvero la mancata corresponsione agli stessi camici bianchi dei fondi contrattuali. Lo stipendio della categoria si compone anche di: fondo di posizione (indennità, tra cui il valore economico dell’incarico ricoperto, di tipo gestionale, per esempio per i primari, o professionale); fondo di posizione; fondo accessorio (guardie, pronta disponibilità); fondo di risultato (produttività). «Le aziende sanitarie devono erogare ai medici i soldi relativi a queste voci entro la fine di ogni anno — spiega Andriano Benazzato, segretario regionale dell’Anaao, sigla degli ospedalieri — e invece da dieci anni non tutte lo fanno. Abbiamo denunciato ai giudici del Lavoro dei rispettivi territori le Usl di Belluno, Rovigo e Padova per appropriazione indebita, perchè nonostante due circolari di sollecito ricevute dalla Regione, quei soldi se li sono tenuti e li usano per comprare prestazioni aggiuntive dai medici dipendenti, così beffati due volte».

    L’Usl 1 di Belluno, secondo i calcoli dell’Anaao, avrebbe avanzato 6 milioni di euro, mentre il «tesoretto» messo da parte dall’ex Usl 15 di Cittadella, ora confluita nell’Usl 6 Euganea, ammonterebbe a 4,3 milioni. «Prima di procedere alle denunce, sostenute dalla raccolta di oltre 200 firme tra i nostri iscritti e quelli degli anestesisti dell’Aaroi e dei radiologi dell’Snr, abbiamo inviato tre diffide legali ai direttori generali delle tre aziende — rivela Benazzato — ma senza ricevere risposte circostanziate. Diciamo che i manager si sono arrampicati sugli specchi e così, forti di un approfondimento giuridico affidato a consulenti del ministero della Salute, abbiamo optato per lo step successivo».

    Il mancato pagamento dei fondi contrattuali è una delle cause anche del secondo sciopero proclamato dagli ospedalieri, stavolta per due giorni: 8 e 9 febbraio.

    Il Corriere del Veneto – 19 dicembre 2017

     

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