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Veneto. Medicina, specializzandi in rivolta. Meno borse di studio, più candidati

È caduta nel vuoto la lettera che gli aspiranti specializzandi di medicina hanno scritto al governatore del Veneto Luca Zaia per sollecitare la Regione a finanziare le borse di studio necessarie a coprire il fabbisogno di contratti di formazione per i medici sfornati dalle università venete.

Il decreto del ministero dell’Università e della ricerca ha ridotto il numero dei contratti di formazione specialistica in medicina a sole 4.500 unità, 500 in meno rispetto allo scorso anno accademico. Ciò a fronte di un fabbisogno nazionale di nuovi medici specialisti per l’anno in corso, indicato dalla Conferenza Stato-Regioni, in 8.171 unità.

L’appello degli aspiranti specializzandi veneti è rimasto inascoltato e di 67 borse di studio necessarie per coprire il fabbisogno della regione, palazzo Balbi ne ha finanziate solo 54. Ciò significa che 13 laureati in medicina in Veneto non potranno specializzarsi a Padova o a Verona. «Non si può dimenticare» si legge nella lettera firmata dai rappresentanti degli aspiranti specializzandi Marta Martin, Giorgio Cuffaro, Francesca Sperotto e Luca Bonadies, Filippo Zilio presidente di MeSPad, l’associazione Medici specializzandi di Padova e il deputato vicentino del Pd Filippo Crini, «come il numero dei nuovi laureati in Medicina e Chirurgia, nell’anno accademico appena terminato, sia stato pari a circa 6.500; l’inconsueto ritardo con cui il bando è stato pubblicato permetterà la partecipazione al concorso anche ai neolaureati della sessione di marzo 2013: ciò non si era mai verificato da quando esiste l’attuale modalità di accesso introdotta nel 2006 e va a incrementare fortemente il numero di partecipanti.

Il divario tra neo-laureati e contratti di formazione specialistica è destinato ad aumentare» si sottolinea nella missiva, «essendo i posti per l’ammissione al corso di laurea in medicina e chirurgia andati incontro a un costante aumento: per quanto riguarda l’ateneo di Padova gli iscritti sono passati da 257 a 440 negli ultimi sei anni. Sempre a Padova l’anno scorso il numero delle borse di studio (ministeriali e regionali) era pari a 266 (215 più 51), quest’anno invece il numero di contratti, senza sommare le borse previste dallo stanziamento della Regione, sono 195.

Considerato che, anche a causa del ritardo dell’emissione del bando, il numero di medici che parteciperanno al concorso sarà notevolmente maggiore, c’è la necessità di aumentare le borse regionali». Lo spettro che si è materializzato per i neolaureati è di non potersi specializzare ed essere costretti per farlo, ad andare all’estero. «Vogliamo che chi si è laureato nelle eccellenti università venete, possa specializzarsi in Veneto e lavorare nel sistema sanitario regionale» la rivendicazione degli scriventi.

Il Mattino di Padova – 2 luglio 2013

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