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Veneto Nanotech verso la liquidazione. Non va in porto l’aumento di capitale. Mercoledì il caso al ministero. La Regione spera ancora nel salvataggio

Veneto Nanotech avvia la strada verso la liquidazione. I termini per versare i 2,8 milioni di euro dell’aumento di capitale, fissati al 31 maggio, e quindi in scadenza di fatto ieri, sono scaduti senza esito. E quindi lunedì l’amministratore unico, Gabriele Vencato, convocherà l’assemblea dei soci, dopo la comunicazione al registro delle imprese, per discutere lo scioglimento della società, secondo i termini decisi nell’assemblea dei soci del 12 febbraio che aveva approvato la ricapitalizzazione, e che lui stesso aveva ricordato alla giunta della Regione (socio di maggioranza con il 76,6%) in una lettera del 15 aprile.

Il quadro si è composto ieri sera, al termine dell’ultima febbrile giornata per tentare di salvare la spa consortile regionale che si occupa della ricerca e del trasferimento tecnologico nel settore delle nanotecnologie, con 50 dipendenti nei tre laboratori di Marghera, Padova e Rovigo. A confermare che l’ultimo limite era stato superato, una mail inviata a tutti i dipendenti, ieri sera poco prima delle 17, dal direttore generale Nicola Trevisan. La lettera conferma che l’operazione di aumento di capitale da 2,8 milioni di euro, per coprire perdite accumulate per 3,5, non è stata perfezionata e che scattano appunto i termini previsti dall’assemblea soci del 12 febbraio. E che quindi Vencato convocherà lunedì l’assemblea dei soci – probabilmente il 16 giugno – con all’ordine del giorno la liquidazione. E intanto il primo effetto della situazione sarà il mancato rinnovo dei 13 contratti a termine, sui 50 dipendenti totali, in scadenza il 31 maggio.

Intanto mercoledì prossimo la situazione di Veneto Nanotech sarà al centro del tavolo di crisi a cui il ministero dello Sviluppo economico ha convocato società, Regione e sindacati, su sollecitazione del sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta. Un incontro a cui si arriverà con uno stato di crisi di fatto aperto.

Pur se va detto che i soci possono ancora evitare la messa in liquidazione. Fino all’assemblea ci sono ancora un paio di settimane per salvare la situazione, facendo scattare i versamenti. Ed è a questo, par di capire, a cui punta ancora la Regione.

Gli ultimi giorni (ieri pomeriggio l’ultimo incontro) erano trascorsi nel tentativo di salvare la società, cercando di cogliere la disponibilità ad entrare in campo di alcuni privati (che secondo alcuni corrispondono agli identikit dell’industriale padovano Luigi Rossi Luciani, che di Veneto Nanotech era stato presidente fino allo scorso anno, e di Franco Masello, un passato in Deroma, e attuale amministratore delegato della vicentina Margraf, oltre che presidente di Veneto Promozione e della fondazione Città della speranza), cercando di coinvolgerli nell’aumento di capitale, pur se gli imprenditori si erano detti disponibili invece lungo la formula dell’affitto del ramo d’azienda. Un’apertura considerata comunque interessante dalla Regione e da approfondire nelle prossime due settimane, magari con una giunta nel frattempo insediata.

D’altra parte appare questa l’unica via, almeno per ora, a portata di mano, dopo che la Regione ha da tempo chiarito – ad esempio nel Piano di razionalizzazione delle partecipate approvato il 7 aprile – di volersi sganciare dal ruolo di socio di riferimento di Veneto Nanotech, diluendo la propria quota dal 76% anche sotto il 10%, dopo 3 milioni di euro accumulati negli ultimi esercizi e un sbilancio strutturale di un milione di euro tra costi e ricavi, a fronte di contributi e trasferimenti in conto capitale per 3,4 milioni di euro in tre anni.

Federico Nicoletti – Il Corriere del Veneto – 31 maggio 2015 

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