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Unità di crisi: Veneto, nessuna riduzione per le aree a rischio rabbia

vaccinazione_cane-300x166L’Unità di crisi centrale sulla rabbia, nella riunione del 2 febbraio a Roma, non ha ritenuto attuabile la riduzione in Veneto delle “aree a rischio rabbia”, individuate dall’allegato B dell’ordinanza 251 del 2009. Pertanto tale aree rimangono invariate e, quindi, la vaccinazione antirabbica dei cani continuerà a essere obbligatoria negli stessi Comuni e con le stesse modalità del 2010. I dati relativi al monitoraggio dell’efficacia della vaccinazione antirabbica nelle volpi, presentati dal Centro di referenza nazionale rabbia, sono risultati “insufficienti” per valutare la situazione epidemiologica della rabbia silvestre in taluni territori della Regione Veneto “che pertanto sono risultati essere “epidemiologicamente sconosciuti”.

Ciò è dovuto al fatto che in alcune Province non è stato prelevato un numero di volpi sufficiente alla valutazione, come prescritto dai vari decreti regionali in materia. Rimangono invariate anche le disposizioni inerenti le modalità della vaccinazione medesima, che pertanto rimane a totale carico del proprietario e che verrà effettuata presso gli ambulatori dei veterinari liberi professionisti, non essendo prevista, quest’anno, la possibilità di “aiuto finanziario” alle Asl da parte della Regione, al fine di promuovere la vaccinazione dei cani “a tariffa calmierata” da parte dei servizi veterinari Asl. Su quest’ultimo punto va osservato che nel Verbale della riunione dell’Unità di crisi si fa presente che in Veneto non sono più disponibili i fondi stanziati lo scorso anno per l’emergenza che avevano permesso le tariffe calmierate. Nella successiva nota della Regione Veneto, del 28 febbraio 2011, con cui il dirigente del Servizio Igiene, nuterizione, acque e specie animali trasmette lo stesso Verbale alle Asl e agli ordini dei veterinari, viene espressamente scritto: “In Regione del Veneto la vaccinazione è stata indirizzata prevalentemente verso i veterinari liberi professionisti e attualmente non sono state date indicazioni alle aziende Ulss”.

2 febbraio 2011 – ultimo aggiornamento 6 marzo 2011 – cfo-rp – © Riproduzione riservata

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