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Veneto orientale. Mangia pesce crudo e rischia di morire. Battito cardiaco alterato e febbre alta per un noto professionista dopo un pranzo a Pordenone

San Michele. Ha mangiato del pesce crudo a pranzo e poi si è sentito male e ha rischiato di morire d’infarto, con il cuore che batteva fortissimo. Questo quanto capitato venerdì al quarantenne Andrea Vignaduzzo, 40 anni, agronomo e fotografo e fresco presidente del consorzio Livenza Tagliamento Acque. Vignaduzzo, residente a San Giorgio al Tagliamento frazione di San Michele.

Il noto professionista ha rischiato un’intossicazione alimentare accusata dopo aver mangiato pesce crudo, in particolare tonno, in un ristorante di Pordenone . Ha sofferto subito di battiti cardiaci accelerati ed è stato colpito pure da febbre molto alta. In pochi minuti la temperatura corporea ha raggiunto quota 39 gradi. Ha avuto la forza di arrivare inauto a Latisana, dove la moglie lavora come infermiera, dove lo hanno subito soccorso. Ma se l’è vista brutta. La sindrome che lo ha colpito, se sottovalutata, rischia infatti di provocare complicazioni che possono portare al decesso. Ora la situazione si è normalizzata e già ieri Vignaduzzo era stato dimesso dall’ospedale. Il professionista per la pausa pranzo si era fermato in un noto ristorante di Portogruaro di cui non è stato rivelato il nome (che però potrebbe essere finito tra le carte dell’ospedale di Latisana, che a questo punto può fare una segnalazione a chi di dovere). Vignaduzzo si è accomodato al tavolo, ha pranzato, e dopo il conto è uscito fuori dall’esercizio. Il malore lo ha accusato quasi subito. «È stato un attimo», racconta oera il 40enne, «e mi sono sentito male. Mi è salita la febbre all’improvviso, fino a quota 39. Mi preoccupava però la frequenza dei battiti cardiaci. A quel punto mi sono reso conto che era meglio recarsi all’ospedale e così sono andato a Latisana, dove mi hanno fatto tutte le analisi e curato come meglio non potevano fare». A provocare il malore sarebbe stata la sindrome sgombroide, una patologia provocata dall’ingestione di pesce alterato. Può essere provocata da un cattivo trattamento del pesce.

L’episodio ha provocato allarme anche nel Portogruarese. Di recente la Capitaneria di Porto di Caorle ha svolto accertamenti sui ristoranti del pordenonese, territorio di propria competenza, rilevando alcune anomalie. Si parla comunque di un non elevato numero di verbali. Il problema che il pesce crudo trattato male può avere conseguenze molto gravi per chi lo ingerisce.

La Nuova Venezia – 11 gennaio 2015 

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