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Veneto. Premi alle agenzie che fanno riassumere licenziati

La Regione prepara la rivoluzione: «Nuovo patto con le imprese». Maggiori risorse a chi organizza corsi e percorsi che portano risultati concreti

RONCADE (Treviso) — L’occupazione cala, l’uscita dalla crisi non è dietro l’angolo e le imprese stanno così e così. È per questo che la Regione e Veneto Lavoro hanno deciso di lanciare un nuovo progetto che dovrebbe rivoluzionare la formazione: a partire da luglio sarà inaugurato un sistema premiale per quelle agenzie – pubbliche e private – che, una volta formati, ricollocheranno il più alto numero di disoccupati possibile. «Abbiamo sperimentato questo sistema premiale un paio di anni fa e adesso abbiamo deciso di procedere su scala regionale: ogni volta che ci troveremo di fronte a un licenziamento collettivo affideremo questi lavoratori alle agenzie che riceveranno poi un premio sulla base del numero di ricollocati», spiega l’assessore al Lavoro Elena Donazzan al termine della presentazione del ventesimo rapporto sul mercato occupazionale di Veneto Lavoro dal laconico titolo: «Un lento dimagrimento ». Ma questa non è l’unica novità introdotta dall’assessorato per affrontare la crisi.

Nel pacchetto c’è un nuovo «patto con le imprese» secondo il quale le aziende dovranno riferire a Veneto Lavoro se la preparazione dei giovani usciti dalle scuole di formazione o quelli che hanno fatto corsi professionali dopo gli istituti tecnici è adeguata alle esigenze. Spesso infatti il problema non è tanto la mancanza di tecnici informatici o di chimici o meccanici come denunciato pochi giorni fa da Confindustria, ma la loro preparazione di base che non è adatta al tipo di produzione delle aziende che cercano manodopera. Questo perché il sistema Excelsior – la banca dati di Unioncamere che stima le previsioni occupazionali per tipologia di azienda – fornisce solo un dato tendenziale ma non entra nel merito della domanda e dell’offerta di lavoro e non fornisce dati dettagliati con la velocità richiesta dal mercato. «La velocità è ormai fondamentale per le aziende. È questo che può renderci competitivi», spiegano il presidente dei giovani industriali Giulio Pedrollo e il presidente dei giovani di Confartigianato Sandro Venzo. «I dati statistici come quelli di Veneto Lavoro devono essere diffusi e spiegati a scuola per funzionare come orientamento», puntualizza il segretario generale aggiunto della Cisl Giorgio Santini. «Non ha senso elaborare i dati se poi non si utilizzano per intrecciare il mondo della scuola con quello del lavoro. Ben venga dunque la proposta dell’assessore Donazzan ». Di fronte a 15.000 posti di lavoro bruciati negli anni della crisi con un saldo di giovani occupati calati di 50 mila unità dunque è comprensibile la rabbia degli imprenditori. «Ma devono smetterla di dire che non ci sono banche dati e che ci sono migliaia di posti di lavoro liberi. Con questo patto potranno dirci di cosa hanno veramente bisogno e orienteremo la formazione di conseguenza», conclude il direttore di Veneto Lavoro Sergio Rosato.

Corriere del Veneto -12 giugno 2012

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