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Veneto. Ricoverati a quota cento, ampliati tutti gli ospedali. La Regione si cautela e allestisce cinquecento letti in più. Sette le vittime ufficiali, dodici i guariti. E il virus muta

Non è finita. Anzi, secondo gli ultimi dati che vedono in crescita contagi e decessi, l’emergenza coronavirus Covid-19 sta entrando in una fase critica, tanto è vero che il premier Giuseppe Conte ha prolungato la chiusura delle scuole fino al 15 marzo e stavolta in tutta Italia. L’ultimo bollettino regionale parla di 386 casi confermati e di un ulteriore aumento delle vittime a 7. Le ultime due sono Danilo Carraro, 81enne veneziano con gravi patologie pregresse, e una novantenne trevigiana, anche lei già gravata da altre malattie. I ricoverati sono saliti a cento ma i soggetti asintomatici, in isolamento a casa, risultano quasi il triplo, cioè 286, e i guariti salgono a dodici. «E’ un momento complicato ma non da panico — ammette il governatore Luca Zaia —. Gli algoritmi prevedono che i contagi saliranno ancora, la situazione è ben monitorata però il virus è come l’acqua quando rompe gli argini. L’unica soluzione è isolare, temporaneamente (per i 14 giorni di incubazione del Covid-19, ndr ), i soggetti positivi, tra i quali purtroppo rientrano diversi operatori sanitari. La curva dei contagi dovrebbe crescere in modo importante, stiamo correndo contro il tempo. Siamo nella situazione di stress-test del nostro Sistema sanitario e per ora la stiamo affrontando bene, ma c’è un punto di sostenibilità per tutto. Questo è un virus ad alta contagiosità, può toccare tutte le fasce della popolazione e mettere in crisi il Sistema sanitario — aggiunge il presidente del Veneto —. Significa che le Terapie Intensive devono essere sempre pronte, ma se si supera un certo numero vanno in crisi ed è la preoccupazione di tutte le Regioni».

E infatti, anche nel rispetto dell’ultima circolare del ministero della Salute che impone alle Regioni di aumentare del 50% i posti letto in Terapia intensiva e del 100% i letti in Pneumologia, Palazzo Balbi ha disposto l’incremento di 534 posti letto complessivi in tutte le Usl e nelle due Aziende ospedaliere di Padova e Verona. I letti aggiuntivi, che si aggiungono ai 686 attuali, sono suddivisi tra le Terapie Intensive, le Pneumologie degli ospedali hub e le Malattie Infettive. Secondo gli esperti l’infezione da coronavirus «in una percentuale di soggetti può presentare quadri di aggravamento e quindi la necessità di cure maggiormente intensive». Il provvedimento è stato adottato per gestire l’eventualità di un picco di ricoveri.

Anche perché i ricercatori dell’Istituto Sacco di Milano, rapidi nell’aver isolato il ceppo italiano del Covid-19 dopo che i colleghi dello Spallanzani di Roma avevano sequenziato quello circolante a Wuhan dai campioni di sangue della coppia cinese infetta e a fine gennaio in gita a Verona, ne hanno individuato le prime tre mutazioni. Ma la mappa genetica del coronavirus potrebbe arricchirsi di una nuova variante, perché gli scienziati hanno ricevuto dal Veneto i campioni di un paziente di Vo’ Euganeo e nei prossimi giorni ne sequenzieranno il genoma. Se dovesse emergere nella nostra regione un ceppo diverso da quello isolato in Lombardia, il quadro si complicherebbe ulteriormente.

«E’ probabile che in Lombardia ci sia un ceppo diverso del Covid-19, perché muta rapidamente — conferma Zaia — ed è purtroppo un virus intelligente: riesce ad adeguarsi all’ospite. E’ una sfida che dobbiamo portare avanti e non è facile, abbiamo bisogno della collaborazione dei cittadini e in tal senso tutta la mia solidarietà va ai residenti di Vo’, costretti ancora alla zona rossa».

L’alto fronte aperto è l’aumento vertiginoso degli operatori sanitari in isolamento domiciliare. «Solo l’Usl 3 Serenissima di Venezia dall’inizio dell’emergenza ne ha dovuti mettere in quarantena 300 — rivela Carlo Leoni, segretario regionale della Cimo (ospedalieri) — 200 rientreranno in servizio domenica, ma altri inizieranno l’isolamento domiciliare a breve, perché è appena risultato positivo un operatore del Suem 118. E così, come in tutto il Veneto (e come dispone il decreto del governo, ndr ), sono stati sospesi congedi e ferie programmate. E chi è già in ferie, viene richiamato». Azienda Zero ha assunto 100 infermieri, 80 operatori sociosanitari, 20 assistenti sanitari, 10 tecnici e 5 autisti da distribuire alle diverse Usl. In caso di necessità potrebbero essere concluse altre assunzioni, ha detto l’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin.

Il Corriere del Veneto

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