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Veneto, sanità: giù ancora il deficit, rischiano i direttori generali

Ulteriore sorpresa: i conti della sanità 2010 del Veneto chiusi in questi giorni per la comunicazione al ministero delle Finanze hanno portato a un’ulteriore miglioramento.

La notizia è ufficiosa, ma pare che dagli ormai famosi 72 milioni di euro di deficit indicati pubblicamente due mesi fa dall’assessore regionale Luca Coletto a Roma si sia scesi a -45 milioni: è la cifra che dalla Regione sarebbe stata comunicata al Ministero tra giovedì e ieri.

IL CONFRONTO ZAIA-PDL. Il recupero è prodigioso, e pare che peraltro abbia anche alcune caratteristiche geografiche precise. L’Ulss 8 di Asolo ad esempio ieri ha comunicato di aver chiuso in attivo il bilancio 2010 di 700 mila euro, mentre nei primi conteggi di bilancio risultava in deficit di 7 milioni circa. E non è il solo caso: anche l’Ulss di Chioggia risulta aver recuperato circa 10 milioni. Più in generale, comunque tutte le Ulss trevigiane paiono aver segnato un bel recupero di conti, e anche sul fronte delle Ulss vicentine è venuto un contributo alla riduzione del deficit veneto. Detto questo, la procedura di cui si è scritto in queste settimane non cambia: il Ministero ordinerà alla Regione di coprire il deficit. L’ipotesi più accreditata, come noto, è che il governatore Luca Zaia proponga di reintrodurre l’addizionale Irpef dello 0,5% ai redditi sopra i 50 mila euro. Ma appare altrettanto evidente (vedi a lato) che il Pdl è pronto a ribadire il suo “no” se la delibera verrà presentata in Giunta e in Consiglio. Dal 1° maggio, peraltro, Zaia si troverà automaticamente nelle vesti di “commissario ad acta” (avvenne già un anno fa) e potrà approvare da solo l’eventuale manovra.

ALCUNI DIRETTORI GENERALI RISCHIANO. Ma c’è un’altra partita, parallela, che si giocherà in queste settimane. Non si arriverà, ormai pare certo, all’automatico azzeramento di tutti i manager delle Ulss per “deficit non coperto”. Ma i risultati di bilancio delle singole Ulss sono diversi. E scatta allora un altro meccanismo: a inizio estate 2010, quando la proiezione del deficit sanitario era addirittura di 330 milioni, l’assessore Coletto approvò una delibera che assegnava gli “obiettivi di bilancio” a ogni Ulss e a ogni direttore generale. Ora che si sono ormai tirati i conti (per la verità il bilancio vero e proprio a norma di codice civile va chiuso entro fine aprile) emergono alcune Ulss dove il deficit è rimasto pesante e gli obiettivi di gestione non sono stati quindi rispettati (peraltro che da subito i dg dissero che quelli della delibera erano obiettivi “marziani”). Morale: a norma di delibera e di norme contrattuali il governatore Zaia potrebbe rescindere il contratto stesso con quei dg che non hanno rispettato gli obiettivi. Secondo quanto pubblicato dal “Corriere veneto” rischiano i dg Antonio Padoan dell’Ulss di Venezia e Adriano Marcolongo dell’Ulss di Rovigo. Ma i numeri pare possano mettere nei guai anche i dg Giuseppina Bonavina dell’Ulss 20 di Verona, Paolo Stocco dell’Ulss 10 di San Donà e Antonio Alessandri dell’Ulss 6 di Vicenza. Tutte voci e situazioni da verificare.

ilgiornaledivicenza.it – 9 aprile 2011

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