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Veneto. Sanità salva, assessorati perdono un quarto dei fondi

In consiglio Al via la maratona sul bilancio, in aula oltre 270 proposte di modifica. II Pd presenta la sua manovra emendativa

VENEZIA – E’ iniziata ieri, con le relazioni del presidente Pdl della prima commissione Costantino Toniolo e del suo vice Pd Piero Ruzzante, la maratona in consiglio regionale sul bilancio e sulla manovra finanziaria del 2013, che difficilmente vedrà la luce per entro la fine della settimana, così come inizialmente annunciato. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati presentati ben 270 emendamenti, di cui 137 sui 14 articoli della manovra e 131 sulle tabelle di bilancio, in modo assolutamente trasversale, da destra a sinistra (menzione speciale per Pietrangelo Pettenò di Rifondazione comunista, autore in solitaria di oltre 50 proposte di modifica).

Tolte le partite di giro, si discute di poco più di 12 miliardi di euro, di cui 8,3 miliardi vincolati sulla sanità, così che, ha spiegato Toniolo, «le risorse a libera destinazione (quelle cioè a disposizione degli assessorati, ndr.) non superano i 993 milioni, il 25% in meno rispetto allo scorso anno». Complessivamente, ha continuato il relatore, «tra riduzione delle spese soggette al Patto di stabilità e contenimento della spesa sanitaria, in questo 2013 il Veneto perde circa 1,3 miliardi di euro». Lacrime e sangue imposte per lo più da Roma, dunque, come non ha mancato di sottolineare il presidente Luca Zaia in aula. Ruzzante ha invece denunciato i ritardi dell’approdo in consiglio del documento contabile (per legge dovrebbe essere approvato entro il 31 dicembre), «un ritardo che non incrina solo l’immagine di efficienza dei Veneto ma finisce per ripercuotersi su tutto il sistema economico e sociale della nostra regione. Viste le difficoltà finanziarie, invece di perdersi in aggiustamenti infiniti sarebbe stato meglio azzerare tutte le poste e ricominciare daccapo».

Il Pd ha poi presentato ieri la sua manovra emendativa, che prevede 10 milioni per i Confidi, 15 milioni per l’istituzione di un «fondo di emergenza», 8 milioni per i treni cadenzati (oltre all’anticipo delle risorse statali a favore delle aziende del trasporto), 15 milioni per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle scuole e 78 milioni di finanziamento per cassa da destinare agli enti di formazione professionale. Dove si trovano i soldi? I democrats guardano al recupero dell’evasione del bollo auto ed al «taglio selettivo» delle voci ritenute non strategiche. «Basta non comprare quest’anno nuovi computer e possiamo recuperare una decina di milioni di euro».

Corriere del Veneto – 7 marzo 2013

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