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Veneto. Sanità, Zaia cerca manager e incassa il «no» di tre ex. «Ho avuto un colloquio con Marcolongo ma non si è parlato di Padova. Benetollo e Scannapieco? Mai parlato con loro»

Caccia ai manager della sanità. Secondo fonti friulane, il governatore Luca Zaia, in gran segreto, avrebbe svolto attività di “scouting” contattando, personalmente, tre dirigenti che in passato hanno operato in Veneto e che ora prestano servizio in Friuli-Venezia Giulia: si tratta del direttore centrale regionale Adriano Marcolongo, già a capo dell’Ulss di Rovigo e poi ai vertici di Venezia e dell’Azienda ospedaliera di Padova; di Pier Paolo Benetollo, che nel dicembre 2014 ha lasciato la direzione dell’Azienda di Verona per assumere quella dell’«Alto Friuli-Collinare» di Tolmezzo e Gemona; e di Gianluigi Scannapieco, in passato al timone dell’Azienda padovana e oggi direttore del centro ospedaliero e di ricerca «Burlo Garofalo» a Trieste.

Ebbene, tutti e tre gli interpellati avrebbero declinato l’offerta. Tant’è. La versione di Zaia alterna conferme a smentite: «Ho avuto un colloquio di cortesia con il dottor Marcolongo, mi dicono che sta partecipando a concorsi banditi a Trento e nel Lazio e ho ritenuto di verificare il suo interesse a lavorare nel sistema veneto dove si stanno aprendo nuove opportunità professionali; nessun accenno alla direzione dell’Ulss di Padova, sia ben chiaro: Claudio Dario mi aveva comunicato per tempo le sue dimissioni e abbiamo già la soluzione in tasca. Comunque sia, Marcolongo mi ha spiegato che ha un impegno da onorare in Friuli e ne ho preso atto, resta solo l’amarezza di una conversazione privata divulgata per fini poco edificanti. Benetollo? Scannapieco? Fantasie. Mai parlato con loro, forse li ho incrociati in passato ma se li avessi davanti stenterei a riconoscerli».

C’è chi parla di un crisi di management nel circuito della sanità véneta, testimoniato da fughe ricorrenti verso altri lidi… «È vero il contrario. I nostri manager sono bravi e li cercano un po’ tutti, magari offrendo loro stipendi doppi rispetto a quelli che noi siamo in grado di garantire. Ma si tratta di dinamiche naturali, professionisti di prim’ordine come Luciano Flor e Francesco Cobello hanno lasciato Trento e Trieste per venire da noi, altri hanno fatto scelte diverse, per fortuna c’è libertà di movimento».

Si vedrà. Certo è che l’inatteso forfait di Dario – una figura di rilievo, già punto di riferimento del leghismo trevigiano – solleva qualche interrogativo circa la condivisione corale del progetto e si intreccia alla radicale riforma del sistema all’attenzione del Consiglio regionale, con l’accorpamento su base provinciale delle Ulss (da 21 a 9) affidate a direttori-commissari e la costituzione di una nuova governance di tutte le attività extrasanitarie, l’Azienda Zero: chi ne gestirà il budget miliardario? Le grandi manovre a Palazzo Balbi sono già cominciate.

Il Mattino di Padova – 26 maggio 2016 

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