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Veneto. Scatta “piano immobiliare” per dare soldi freschi alle Ulss

Ieri la riunione della commissione del Consiglio veneto. Il piano “immobiliare” studiato in Regione, su impulso dell’assessore alla sanità Luca Coletto, per cercare di ridare alle Ulss le risorse necessarie per lavori strutturali

Salta il via libera al riparto delle risorse 2013 per le Ulss, quello che al momento fa cadere sul capo dei nuovi dg delle aziende sanitarie un taglio complessivo di 200 milioni rispetto all´anno scorso. Ma nel frattempo a Venezia arrivano risorse in più per il sociale ed esce alla luce il piano “immobiliare” studiato in Regione, su impulso dell´assessore alla sanità Luca Coletto, per cercare di ridare alle Ulss le risorse necessarie per lavori strutturali. È questo l´esito della riunione ieri a palazzo Ferro Fini della commissione “Sanità” guidata da Leonardo Padrin (Pdl).

RINVIO FONDI ALLE ULSS, PIÙ SOLDI AL SOCIALE. La sorpresa è stata che l´assessore Coletto ha chiesto di rinviare l´atteso voto sul riparto dei fondi per le Ulss. Il Pd (con Claudio Sinigaglia) attacca: «Lega e Pdl vogliono rinviare a dopo le elezioni l´annuncio dei tagli». Coletto fa sapere che invece mancavano in commissione i due capigruppo Dario Bond (Pdl) e Federico Caner (Lega) e quindi si è preferito rinviare il voto. «Può essere che la Regione sappia – ipotizza Stefano Fracasso, vicecapogruppo Pd – che i soldi in arrivo da Roma siano di più. Sappiamo con certezza ad esempio che sarà così per il sociale». «Soldi in più per il sociale? Sono circa 25 milioni per il Veneto su 200 a livello nazionale, ma non c´entrano con il riparto sanità», precisa Coletto. Peraltro Antonio De Poli, coordinatore veneto Udc, va a sua volta fare i conti in tasca alla Regione e annuncia: «Da quanto sappiamo da Roma arriveranno in Veneto oltre 42 milioni, 21 dal Fondo nazionale per le persone non autosufficienti e altri 21 dal Fondo nazionale per le politiche sociali, entrambi approvati a dicembre con la Legge di stabilità. Ora Zaia faccia marcia indietro sui tagli a servizi per disabili e anziani. Lega e Pdl in Regione non hanno più scuse». Contro i tagli al sociale in Regione Veneto si era schierata con forza nei giorni scorsi anche l´on. Daniela Sbrollini (Pd).

IL PIANO IMMOBILIARE. Ma la novità ufficializzata ieri in commissione “Sanità”, presenti anche i vertici tecnici della finanziaria “Veneto sviluppo” e dell´assessorato al bilancio regionale, è un´altra: una proposta di legge presentata dalla giunta Zaia che mira alla creazione di un “gruzzolo” per ridare alle Ulss i soldi necessari a eseguire importanti investimenti strutturali e iniziare a rendere operativo il nuovo Piano sociosanitario della Regione. L´idea è duplice. Primo, creare un “fondo di rotazione” in cui versare soldi della Regione, proventi da alienazioni, contributi da Fondazioni e Cassa depositi e prestiti e poi le somme via via “restituite” (è appunto un fondo di rotazione) dalle Ulss stesse che hanno ottenuto anticipazioni finanziarie. C´è però bisogno di un gruzzolo iniziale per far partire l´operazione e la proposta di legge prevede a sorpresa che «l´eventuale» reintroduzione dell´aliquota Irpef aggiuntiva regionale non vada a coprire spese vive della sanità ma proprio a questo fondo investimenti. C´è però un secondo piano: creare un “fondo immobiliare chiuso” in cui far confluire immobili di proprietà delle Ulss per un valore di 3-4000 milioni di euro, scegliere con gara una Sgr-società di gestione risparmio (ed ecco in campo Veneto sviluppo, che sta costituendo una sgr con Friulia) e affidarle la gestione del fondo. Vi potrebbero entrare anche banche e fondi privati vari (assicurazioni, fondi pensione) interessate alla gestione di questo patrimonio immobiliare, generando così un flusso di soldi freschi che andrebbe alle Ulss assicurando ossigeno per quegli investimenti che a questo punto potrebbero pagare tassi di interesse – sottolinea la proposta – inferiori anche ai costi del “project financing” oggi molto utilizzato in sanità. Anche in questo caso il voto in commissione è stato però rinviato.

Il Giornale di Vicenza – 25 gennaio 2013

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