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Venezia. 47enne uccide un cane a coltellate, denunciato

Il suo cane da caccia si azzuffa con altri due scappati da un cortile di una casa, e per tutta risposta un 47enne di Stra estrae un coltello da caccia e ne uccide uno, di nome Lupo, tirando una raffica di fendenti.

Questo l’incredibile episodio capitato l’altro pomeriggio a San Pietro di Stra in via San Crispino all’altezza del civico 32. Tutto ha avuto inizio da una semplice passeggiata fatta dall’uomo che stava portando a passeggio il suo cane. Giunto all’altezza della villetta bifamiliare, dal cortile sono usciti due cani meticci di taglia media che hanno cominciato ad azzuffarsi con il suo. Gli animali erano scappati da casa approfittando del fatto che il proprietario era uscito con l’auto. Il 47enne, vestito in tuta mimetica, si è sentito minacciato da quella che ha considerato un’aggressione ma che sembrava al massimo una zuffa fra animali. Il proprietario dei due cani Alessandro Biasiato sentendo abbaiare furiosamente gli animali si è fermato ed è riuscito a portare dentro nel cortile uno dei due cani. Ma l’incredibile doveva ancora accadere Nel frattempo infatti mentre un altro continuava ad azzuffarsi, l’uomo in mimetica improvvisamente ha tirato fuori un grosso coltello da caccia e ha cominciato a tirare terribili fendenti sul corpo del povero animale. L’animale ha cominciato a perdere sangue copiosamente ed è rientrato guaendo nella propria abitazione. Alessandro Biasiato e il fratello Manuel, che nel frattempo era arrivato a casa, hanno visto il 47enne che agitava in aria ancora coltello insanguinato e che gridava di essersi difeso perché era stato attaccato. Spaventati per quello che era successo e preoccupati per la loro incolumità, i due fratelli hanno subito chiamato in aiuto i carabinieri della Compagnia di Chioggia e della stazione di Stra che sono intervenuti sul posto nel giro di pochi minuti. I militari si sono trovati di fronte ad una scena orribile “Lupo”, la povera bestia presa a coltellate aggredita era dissanguata ma ancora viva. È stato però inutile l’intervento del veterinario a causa delle ferite troppo profonde e così l’animale è morto. L’aggressore è stato allora portato in caserma e identificato. Dovrà rispondere dei reati di uccisione di animale e di detenzione abusiva d’armi. Una sanzione per omessa custodia invece è prevista per i proprietari dei cani.

La Nuova Venezia – 13 giugno 2013

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