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Venezia. Invasione di chironomidi. Comune, Asl 12, Veritas e Protezione civile corrono ai ripari

È guerra aperta da parte del Comune ai chironomidi che, dopo aver “invaso” Murano e Burano, stanno colpendo duramente in questi giorni anche il centro storico, con le zone di Sant’Alvise e delle Fondamente Nuove in particolare letteralmente infestate dai minuscoli insetti simili a zanzare.

I quali costringono gli abitanti a tenere le finestre serrate, nonostante il caldo e che, alle prime luci della sera, arrivano dappertutto. In Canal Grande i comandanti dei battelli Actv l’altra notte hanno addirittura spento le luci per cercare di limitare l’afflusso eccezionale dei moscerini, attirati proprio dalla luminosità. Ieri l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin ha fatto il punto con Asl 12, Veritas e Protezione Civile per decidere nuovi interventi, che da oggi non riguarderanno solo la distruzione delle larve ma anche quella dei chironomidi adulti, nelle zone più infestate con l’uso di piretroidi. «Abbiamo fatto una mappa delle zone più colpite», ha spiegato ieri Bettin, «che sono quelle di Burano, Murano, Fondamente Nuove, Sant’Alvise e in generale il sestiere di Cannaregio oltre a parte della Giudecca: qui ora si interverrà anche sui chironomidi adulti, oltre che sulle larve, come già facevamo. Quello che sta accadendo ci era stato anticipato dagli esperti ed è la conseguenza dell’eccezionale morìa di pesci delle scorse settimane per mancanza di ossigeno. Manca il contrasto naturale ai chironomidi che infatti proliferano proprio nelle zone dove si sono verificate le morìe di pesci più consistenti. Contiamo che nei prossimi giorni l’azione di contrasto e il mutamento delle condizioni climatiche, con riduzione di caldo e afa, riportino progressivamente la situazione a condizioni di normalità». L’assessore Bettin mette però anche le mani avanti per il futuro e chiama direttamente in causa il Magistrato alle Acque. «L’invasione dei chironomidi è stata provocata dall’eccezionale piovosità di maggio e giugno», spiega, «seguita dal caldo intenso che ha portato in laguna alla proliferazione delle alghe che ha provocato anche la morìa di pesci per anossìa. Noi abbiamo tentato di rimuovere all’ultimo momento parte delle alghe, ma non abbiamo né i mezzi, né le risorse. Il compito di farlo spetta al Magistrato alle acque e presto incontrerò il nuovo presidente per chiedergli un impegno chiaro in vista della prossima estate, perché il fenomeno non si ripeta. O il Magistrato alle Acque si occupa direttamente della rimozione delle alghe, oppure, se non è in condizioni di farlo, deleghi il Comune e Veritas, ma fornendoci delle risorse necessarie». Nel frattempo resta l’emergenza-moscerini, sperando che la fine dell’afa la allontani

La Nuova Venezia – 12 agosto 2013 

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