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Venezia. Nave-ristorante di San Giuliano sotto sequestro: è abusivo

Sigilli alla nave-ristorante di San Giuliano. Ieri mattina i vigili urbani di Venezia hanno sequestrato la chiatta ormeggiata in Punta, davanti al ristorante «Ai Pirati», eseguendo un decreto di sequestro preventivo firmato dal gip Giuliana Galasso, su richiesta del pm Giorgio Gava.

Il magistrato ha aperto un fascicolo per abuso edilizio su quel barcone che era arrivato lì lo scorso maggio, finendo subito al centro di una serie di contenziosi civili e di denunce penali, in primis quella del commercialista Vittorio Ircando: dopo aver acquistato i «Pirati», il professionista si era ritrovato davanti quel concorrente completamente privo di autorizzazioni comunali, sebbene il Magistrato alle Acque gli avesse consentito di piantare le briccole e Veritas gli avesse allacciato l’acqua. Ed è per questo che il pm Gava ha stabilito che secondo la procura è abusivo e dunque deve essere tolto da lì. Il provvedimento del giudice però stabilisce anche un’altra cosa, ovvero che il barcone dovrà tornare in custodia giudiziaria alla società Jumbo di Jesolo, che ne era la precedente proprietaria.

La Jumbo alcuni mesi fa aveva infatti venduto la barca alla società Venetica, il cui procuratore speciale — oggi liquidatore, visto che la società è stata messa in liquidazione da un mese — è Giorgio Rigon, ovvero lo storico gestore dei Pirati. Questo dicono le visure della Camera di commercio, nonostante all’epoca Rigon avesse negato di essere coinvolto nella vicenda. Ma dopo un primo acconto di 10 mila euro, la parte restante non era stata pagata e dunque la società jesolana si era mossa con l’avvocato Jacopo Trevisan per cercare di risolvere la questione. Dopo che, in seguito all’indagine penale, era stato disposto un primo ordine di demolizione, i titolari della Jumbo con l’avvocato erano pure andati a San Giuliano per cercare un accordo e riportarsi la barca a Jesolo, ma si era sfiorato lo scontro fisico. Rigon, con l’avvocato Franco Bergamo, si era infatti rifiutato di consegnarla, anche con la forza. Ora però è intervenuto il giudice.

La nuova Venezia – 16 novembre 2012

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