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Verona, agguato cecchino: spara a due gatti e li uccide

Mercoledì sera un vero agguato ad animali domestici in via Bellini a Sona. Gli abitanti hanno sentito i botti dell’arma. Uno centrato dal pallino alla testa, l’altro colpito al fianco è morto dopo lunga agonia Il padrone sconcertato: «Li aveva presi di mira da tempo». Indagano i carabinieri

Due gatti trovati morti a Verona: sono ancora molti gli animali avvelenati o colpiti Sona. Sgomento in via Bellini: mercoledì scorso, nel giro di mezz’ora, sono stati ammazzati due gatti. Un cecchino ha preso la mira e ha sparato. Macchia, un micio di appena un anno, è stato trovato nel vialetto condominale in un bagno di sangue, con un pallino d’aria compressa conficcato nella testa; la gattina Minù, invece, è morta dopo un giorno e mezzo d’agonia per le ferite riportate sul fianco. Nicola Chiesa, proprietario di entrambi gli animali, è profondamente scosso per l’accaduto: «È successo fra le 21.30 e le 22», afferma, «e i vicini hanno perfino sentito il rumore degli spari». «La cosa più sconcertante», aggiunge, «è che non era la prima volta che accadeva. A febbraio Macchia era stato colpito con due pallini alla schiena e Minù, che era pure incinta, era stata colpita alla zampina. Due settimane fa, poi, Macchia è stato colpito ancora, anche lui alla zampa. I miei gatti si sono sempre rimessi in piedi, ma questa volta non ce l’hanno fatta. Sono andato dai carabinieri con il documento del veterinario che attesta la causa della morte, e ho sporto denuncia contro ignoti». Chiesa non sa spiegarsi il motivo di un gesto tanto crudele: «Forse», afferma, «a qualche vicino dava fastidio che i miei gatti facessero i loro bisogni nel suo giardino, anche se a dire il vero non ho mai ricevuto lamentele da nessuno. Non voglio pensare che il colpevole abbia premuto il grilletto per puro divertimento, perché in tal caso si tratterebbe di una persona ancora più pericolosa». L’accaduto è grave: l’articolo 544 bis del codice penale, infatti, prevede che «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi». Del caso si stanno occupando i carabinieri di Sommacampagna, che stanno facendo i dovuti accertamenti. Si tratterebbe di un episodio isolato, limitato al territorio di Sona. Si esclude quindi la pista del killer seriale di animali, e si pensa piuttosto alla bravata crudele di qualche adolescente o allo sfregio fra vicini. Intanto, nel quartiere, insieme all’indignazione si diffonde la paura: chi ha sparato ai gatti avrebbe potuto, per sbaglio, colpire qualche bambino.

L’Arena – 15 giugno 2012

 

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