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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Verona. Due cani ammazzano a morsi due daini, un terzo rischia di morire dissanguato
    Notizie ed Approfondimenti

    Verona. Due cani ammazzano a morsi due daini, un terzo rischia di morire dissanguato

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche7 Ottobre 2013Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Damiano Dessin, allevatore con azienda a Caprino in via Casette Cimi, ha catturato uno degli esemplari che è stato poi portato al canile di Verona. Un terzo rischia di morire dissanguato, solo un animale è incolume: l’attacco è avvenuto ieri mattina all’interno di un bosco recintato

    Due daini ammazzati a morsi, uno azzannato e zoppicante ma con qualche speranza di vita, un solo animale rimasto incolume. Tutte femmine, di età diversa, straziate. È il bilancio di una mattinata triste. Ad attaccare i daini ieri mattina sono stati due cani, uno dei quali certamente un segugio. Molto probabilmente cani da caccia senza controllo, lasciati liberi dal padrone. L’aggressione è avvenuta in via Casette Cimi, una strada bianca che segna il confine con Rivoli, nella proprietà di Damiano Dessin, 42 anni, che abita a Verona in via Amedeo Cerisio 25 con la moglie e due figlie. Dessin da cinque anni conduce a Caprino l’azienda agricola Dessin, un allevamento avicolo con 70mila polli. Sulla collina a monte dei capannoni, alle spalle della villetta dove fa base e viene con la famiglia per due mesi d’estate, c’è un bosco.  In questo bosco di piante di rovere e roverelle tutto recintato, Damiano Dessin teneva quattro daini, acquistati cinque anni fa per tenere quello spazio pulito. Per quegli animali è sempre stato il loro posto, un posto ampio e tranquillo dove scorazzare, lasciarsi avvicinare dai bambini, prendere il pane dalle mani del padrone. Ieri quella calma si è rotta. «Essendo sabato, sono arrivato solo verso le 9», racconta Dessin ancora frastornato per l’accaduto, «e ho subito sentito abbaiare nel bosco. Mi sono avvicinato alla rete e ho visto due cani da caccia, uno di certo un segugio, che inseguivano una femmina di daino tentando di prenderla». «La mia prima reazione è stata di inseguirli per afferrarli e sono riuscito a fermarne uno mentre l’altro scappava. L’ho portato fuori dal recinto, l’ho legato e sono rientrato a cercare i daini. Purtroppo ne ho trovati due morti», dice guardando le bestie accasciate a terra in punti diversi con ferite tra le zampe posteriori, al ventre e la gola squarciata. «Sono morte dissanguate. Lentamente e soffrendo tremendamente», prosegue l’allevatore che, alle 10, aveva già chiamato i carabinieri di Caprino, subito accorsi, e i veterinari di turno dell’Ulss 22. «Sono arrivati nel giro di poco, hanno constatato i due decessi e hanno visitato il daino ferito. Mi hanno detto che potrebbe sopravvivere ma bisognerà vedere come si evolveranno le cose nei prossimi giorni. Anche la femmina rimasta incolume potrebbe avere dei problemi», prosegue. «Quando questi animali, abituati a stare fermi, sono costretti a correre esageratamente, producono acido lattico e questa sostanza potrebbe lesionare seriamente la muscolatura».  Insomma una brutta storia. «Quello che mi sconcerta di più in questa vicenda», commenta amareggiato, «è che il padrone, o i padroni, dei cani li abbia lasciati liberi sconsideratamente, a rischio e pericolo di tutti. Se stavolta hanno inseguito e azzannato dei daini, nulla esclude che avrebbero potuto fare lo stesso con un bambino. Il segugio che ho catturato, tra l’altro, sarebbe senza microcip per cui non si riuscirebbe nemmeno a risalire al proprietario». Il cane è stato consegnato all’accalappiacani e portato al canile municipale di Verona, a Porta Vescovo, sede centrale dei recuperi di cani di tutta la provincia. Poi Dussin torna alle bestiole e chiama la superstite, Tilly. «Le chiamavo tutte così», dice, «e correvano insieme per magiare il pane. Mi dispiace moltissimo vederne due a terra finite e le altre soffrire». Quella rimasta si aggira intorno spaventata. Si avvicina solo dopo cinque minuti. Ma il pane non le va giù. «Mi fanno tantissima pena e, per istinto», continua l’allevatore guardando una forcola, «avrei ammazzato il cane. Ma che colpa ha un cane di quanto è accaduto? Anch’io ne ho uno, lo lego quando arriva gente e lo tengo libero solo nella mia proprietà. Se sparisse me ne accorgerei e andrei a cercarlo. Mi chiedo perché nessuno si sia ancora presentato a cercare il suo cane. Se mi domandasse almeno scusa sarebbe importante. Avrebbe capito il danno che ha fatto e anche quello che avrebbe potuto fare. A me non resta che portare le bestie morte in frigorifero e poi allo smaltimento». Intanto, ieri pomeriggio, il signor Dessin è andato in caserma e ha sporto denuncia ai carabinieri del Comando compagnia Comando stazione di Caprino che stanno svolgendo indagini su quanto accaduto.

    L’Arena – 7 ottobre 2013 

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