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Verona. Incendio nella notte al canile municipale, muoiono otto animali. Portati in salvo altri 17. Accertamenti in corso

Distrutte alcune gabbie. Le fiamme sarebbero partite per il corto circuito di un quadro elettrico, ma la polizia sta compiendo ulteriori accertamenti. Incendio al canile municipale di via Campo Marzo. Un rogo ha distrutto parte della struttura in cui c’erano le gabbie dei cani. In quella sezione del vecchio canile c’erano 25 animali. Vigili del fuoco, carabinieri, poliziotti delle volanti, della municipale e operatori ne hanno salvati 17. Per 8 non c’è stato niente da fare.

Era circa mezzanotte e mezza della notte tra sabato e domenica quando le fiamme sono state viste da chi poi ha dato l’allarme. Sul posto è andata subito un’operatrice reperibile. I vigili del fuoco hanno inziato a lanciare acqua sulla struttura. Ma c’era l’inferno. I cani ospitati nella struttura sono adulti, erano spaventatissimi e quindi è stato complicato anche cercare di portarli in salvo.

Tra una sezione e l’altra del canile c’erano porte in ferro, in un caso la polizia le ha abbattute per cercare di trarre in salvo gli animali impazziti di paura. «La situazione che ci è presentata davanti è stata davvero complicata», ha detto ieri mattina il dirigente delle volanti Giorgio Azzaretto che la notte è andato sul posto, «ci siamo trovati davanti animali adulti, terrorizzati, quindi difficili da gestire. Si sentivano i lamenti degli altri animali che stavano bruciando e quindi c’era ancora più terrore in quei poveri animali che stavamo cercando di portare in salvo. Uno dei nostri poliziotti per fortuna è un conduttore e sa come si tratta con i cani. Non c’erano guinzagli da usare, davvero abbiamo fatto tutto il possibile, ma per otto non c’è stato niente da fare».

Il buio ha complicato ulteriormente le operazioni. Inoltre gli operatori di tutte le forze dell’ordine si sono trovati ad affrontare una situazione insolita. I cani adulti possono spaventare chi non è abituato a trattare con loro. In questo caso inoltre il fuoco li terrorizzava e li rendeva aggressivi.

Ieri mattina la polizia scientifica è stata sul posto per i rilievi, le foto del quadro elettrico da cui sarebbe partito il corto circuito.

«La fiammata da cui è nato l’incendio è scaturita dal quadro elettrico, la traccia è rimasta chiara», ha detto il dirigente. Non abbiamo motivo di ipotizzare a qualcosa di diverso dalla causa accidentale. Ma abbiamo scattato le foto ed effettuato i rilievi con la massima cura proprio per verificare che sia andata così».

Sul posto ieri mattina anche il comandante della polizia locale Luigi Altamura, che già nella notte era stato allertato dai suoi uomini. Anche per loro era necessario verificare quanto prima che la causa dell’incendio fosse accidentale. E per avvertire il sindaco sull’accaduto, nel caso poi ci fosse stato bisogno di un qualsiasi intervento del Comune, visto che questa struttura è di proprietà comunale.

In primavera lo storico e malandato canile dovrebbe trasferirsi nella nuova e accogliente struttura di via Binelunghe, alla Bassona.

C’era un gran fermento ieri mattina tra operatori e responsabili. Al canile, il suo direttore Andrea Pagan de Paganis, il direttore del servizio veterinario dell’Asl 20, Fabrizio Cestaro. Tutti al lavoro per cercare di sistemare al meglio i cani.

«In questo momento al canile avevamo 95 cani, tutti adulti», hanno detto i veterinari, «in quell’ala ce n’erano 25 in sei box. I sopravvissuti li abbiamo portati a Villafontana. Bisognerebbe che qualcuno addottasse i nostri animali prima possibile. Ci rendiamo conto che sono cani adulti, servono persone davvero motivate».

La vita in canile, anche nel più bello del mondo è comunque brutta per gli animali, costretti a vivere come detenuti senza aver però commesso alcun reato.

Alessandra Vaccari – L’Arena – 20 gennaio 2014

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