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Verona. «Rifugio per cani e gatti pronto entro l’estate». Potrà ospitare 200 randagi e avrà due box per i mici

Allo studio  il trasloco nell’area del canile sanitario ora in via Campo Marzo. Il nuovo canile sanitario cittadino verrà inaugurato entro l’estate. Lo assicura l’ingegner Andrea Bombieri, del settore Ambiente del Comune, ai consiglieri comunali della quarta Commissione, che ieri pomeriggio hanno effettuato un sopralluogo al cantiere del rifugio, in località Binelunghe.

«Un sopralluogo voluto per valutare lo stato di avanzamento dei lavori», spiega il presidente della Commissione, Ciro Maschio (Lista Tosi), «e poter quindi debitamente informare i tanti cittadini che si sono mobilitati dopo il recente incendio al canile sanitario. Una tragedia che rende ancor più urgente l’attivazione di una struttura che Verona attende da oltre vent’anni».

La struttura comincia a prendere forma. L’edificio a due piani che ospiterà gli uffici amministrativi è pressochè ultimato. Come ha spiegato l’ingegner Bombieri ha la certificazione “casa clima” per il risparmio energetico: riscaldamento e raffreddamento saranno garantiti da pannelli solari e impianto geotermico.

Pannelli isolanti verranno realizzati anche per i box bianchi che ospiteranno i cani, per una capienza massima di 200. Ogni box avrà uno spazio verde per lo sgambamento e potrà ospitare – a seconda delle dimensioni – da uno a sei cani. A lavori ultimati fra una fila di box e l’altra verranno piantati degli alberi. Sul lato opposto, a debita distanza, verranno allocati i box destinati a gattile. Il tutto costerà quasi 2 milioni di euro, raggranellati con contributi di Regione, Comune e lasciti di privati.

Al sopralluogo era presente anche il dottor Fabrizio Cestaro, responsabile del dipartimento veterinario dell’Ulss20. «Sono qui come consulente, perchè l’Ulss, come è noto, non ha competenza in materia. A noi spettano la cattura e la gestione dei randagi, che dalla prossima estate dopo la breve sosta in via Campo Marzo verranno presi in custodia dal Comune in questa struttura. Stiamo comunque valutando l’opportunità di trasferire qui anche il canile sanitario, viste le precarie condizioni dell’attuale, in via Campo Marzo».

Dove il lavoro non manca mai, come conferma il responsabile del canile, dottor Andrea Pagan de Paganis. «Solo nella notte fra sabato e domenica scorsi», riferisce, «in provincia sono stati accalappiati otto cani. Quattro, per fortuna, avevano il microchip e sono stati riconsegnati ai proprietari. Ma gli abbandoni sono purtroppo all’ordine del giorno. La crisi mette molte famiglie nella condizioni di tagliare le spese e i primi a subirne ne conseguenze sono cani e gatti, specie se anziani».

Ma c’è anche gente di buon cuore. «Dopo l’incendio», conferma il veterinario, «siamo stati subissati di richieste di adozione. Dopo una accurata selezione siamo riusciti a sistemare diversi cani. Tra questi un nonnino di 16 anni arrivato in canile a novembre, con il tatuaggio illeggibile per cui non è stato possibile risalire al proprietario. Per quanto gravemente malato, è stato adottato da una ragazza. Passerà bene i suoi ultimi mesi».

L’Arena – 30 gennaio 2014

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