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Verona. Veleni in falda, il pm stringe il cerchio. E per il caso Pfas i reati diventano due. Inchiesta a un bivio: all’accusa di scarico abusivo si aggiunge l’inquinamento colposo

Veleni nelle falde e acque a rischio: da mesi la procura scaligera sta lavorando a un’inchiesta che si prospetta tutt’altro che agevole e, mentre a Vicenza si registra già il primo indagato (si tratta del rappresentante legale della ditta Miteni di Trissino) per il caso dei veleni da Pfas (perfluoroalchilici), a Verona prosegue per ora senza alcun nome iscritto nel registro degli indagati l’indagine condotta dal pubblico ministero Francesco Rombaldoni.

Ma sull’inquinamento riscontrato anche nelle acque di decine di comuni scaligeri, in realtà gli aggiornamenti non mancano: a cominciare dal fatto tutt’altro che secondario che le ipotesi di reato al vaglio della magistratura scaligera adesso sono diventate due.

All’iniziale contestazione di scarico abusivo di prodotti pericolosi nelle acque di falda, infatti, si è ora aggiunta quella ulteriore di inquinamento colposo: si tratta di una novità di rilievo, perché mentre la precedente accusa di scarico abusivo avrebbe fatto trasferire l’intera vicenda per competenza territoriale dal secondo piano dell’ex Mastino ai colleghi della procura berica,la nuova ipotesi di inquinamento colposo farebbe rimanere perlomeno questo stralcio dell’indagine a Verona: i presunti «inquinatori», ovvero i fattori di contaminazione delle acque, avrebbero infatti sede in terra scaligera. L’unico, e per nulla semplice da risolvere,problema che adesso si pone agli inquirenti è quello di accertare se le cose stanno realmente così e, in questo caso, di individuare i nomi dei responsabili. Decisive in tal senso, si configurano dunque le analisi che il pm Rombaldoni ha commissionato e sta ancora attendendo da Nas, Comuni interessati, Provincia, Regione e Usl. A essersi già fatte avanti per costituirsi eventualmente parti civili in caso di rinvio a giudizio degli eventuali indagati,sono già state nel frattempo Acque Veronesi e Legambiente. Ma molti cittadini preoccupati dalle possibili conseguenze dell’inquinamento si sono già fatti sentire anche in tv, denunciando le loro paure ai microfoni de Le Iene, mentre il pm Rombaldoni (che indaga sui danni idrici da Pfas dal 17 novembre 2014) è stato convocato a Roma per essere sentito da quella stessa commissione parlamentare d’inchiesta che aveva ascoltato i vertici sia scaligeri che regionali dell’associazione Legambiente. Top secret i contenuti dell’audizione del pm in Aula, anche se è certo lo scopo fosse quello di essere aggiornati nei dettagli di tutti gli sviluppi delle indagini giudiziarie in corso. Risvolti che a Verona non mancano di certo.

La. Ted. – Il Corriere di Verona – 26 ottobre 2016 

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