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Vespa orientalis. Continua l’espansione del calabrone orientale, che dal Sud della penisola, dove è originario, si sta stabilendo nelle zone del Centro Nord: pericolo per l’apicoltura

Non c’è solo Vespa velutina ad allarmare il mondo dell’apicoltura italiana, in questa fine estate 2022.

Se da un lato infatti il calabrone asiatico sta scendendo dalla Liguria lungo la costa tirrenica, con la punta fin ora più meridionale segnata a Pisa, dall’altro c’è Vespa orientalis, il calabrone orientale, che si sta espandendo verso Nord.

Vespa orientalis, a differenza di Vespa velutinanon è propriamente un organismo alieno, in quanto è considerato autoctono nel Sud Italia e nelle regioni sudorientali del Mediterraneo.

Ma negli ultimi anni questo calabrone sta ampliando il suo areale, espandendosi anche in zone del paese dove non era mai stato presente.

Da un primo avvistamento nel Lazio nel 2003, le segnalazioni si sono ripetute e intensificate dal 2018 in poi.

Prima a Genova e Trieste nel 2018, poi a Roma nel 2019, di nuovo in Liguria vicino Genova nel 2020 e in Toscana a Grosseto e poi a Firenze nel 2021.

In questi giorni sta venendo fuori il caso, riportato anche da quotidiani nazionali come Il Messagero e La Repubblica, del forte aumento della popolazione di questo insetto a Roma, dove sembra stia causando anche anche un certo allarme tra le persone.

Ma non solo. Il 9 agosto scorso un esemplare è stato segnalato a La Spezia, nei pressi di un apiario in una zona urbana vicino ad un centro commerciale.

Firenze un nuovo nido è stato individuato e neutralizzato dai tecnici dell’Associazione Apicoltori Arpat, nel quartiere di Novoli, mentre un altro esemplare isolato è stato segnalato nel centro cittadino.

Mentre di pochi giorni fa la notizia di un altro nido, il primo, individuato e neutralizzato a Livorno, sempre in centro, dai tecnici dell’Azienda municipalizzata dei rifiuti, che lo ha poi donato al Museo di Storia Naturale della città.

Insomma, un’espansione che sembra concentrarsi nei centri urbani, dove i calabroni trovano facilmente cibo e zone dove nidificare, come ha messo in evidenza il dottor Federico Cappa, dell’Università di Firenze e referente della rete StopVelutina, anche se manca un più puntuale e dettagliato monitoraggio per capire se e quanto questo calabrone sia presente anche in zone rurali o naturali.

Una potenziale minaccia in più per l’apicoltura quindi, dal momento che Vespa orientalis è un temibile predatore di api da miele, che nelle zone del Sud Italia sta dando sempre più problemi agli apicoltori.

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