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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Vespa velutina: la situazione in Italia e in Europa. Nuovo riscontro di questa specie esotica invasiva a Mira nel territorio della regione Veneto 
    Notizie ed Approfondimenti

    Vespa velutina: la situazione in Italia e in Europa. Nuovo riscontro di questa specie esotica invasiva a Mira nel territorio della regione Veneto 

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati21 Novembre 2022Nessun commento6 Minuti di lettura
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    Il calabrone asiatico (Vespa velutina nigrithorax) è originario dell’Asia sud-orientale (Cina meridionale, India settentrionale, penisola indocinese, arcipelago indonesiano). Si distingue dal nostro calabrone (Vespa crabro) per:

    • dimensioni inferiori;
    • colore più scuro;
    • banda giallo-arancione verso il pungiglione;
    • una stretta linea gialla più chiara nella parte anteriore dell’addome;
    • le estremità delle zampe  di colore giallo.

    Vespa velutina è stata segnalata per la prima volta in Europa nel 2004, probabilmente introdotta con merci di origine cinese. Dopo il primo rilevamento in Aquitania (Francia), si è diffusa in pochi anni in quasi tutta la Francia, penetrando anche in Belgio, Spagna, Portogallo e Germania, dimostrando la sua capacità di causare notevoli danni. La sua presenza in Italia è stata segnalata per la prima volta nel 2013.

    17/11/2022: A seguito della segnalazione della possibile presenza di Vespa velutina in un apiario ubicato in località Malcontenta nel comune di Mira (VE), nel corso del sopralluogo effettuato il 17 novembre u.s., ne sono stati individuati e catturati alcuni individui.
    Si conferma, quindi, un nuovo riscontro di questa specie esotica invasiva nel territorio della regione Veneto che segue quella segnalata nel novembre del 2016 nel comune di Bergantino (RO).
    Sono state controllate anche le trappole presenti nell’apiario che contenevano numerosi esemplari di Vespa crabro ancora riconoscibili e molti altri individui in avanzato stato di putrefazione e non identificabili. Si evidenzia, come già specificato in precedenza, la necessità non solo di posizionare le trappole, ma anche di controllarle periodicamente per consentire una precoce rilievo di eventuali esemplari di Vespa velutina. Una prima visita del territorio circostante non ha permesso di individuare l’eventuale nido e un nuovo sopralluogo è previsto per la prossima settimana. La presenza di Vespa velutina sembra risalire a circa un mese fa.
    A questo proposito, si sottolinea la necessità di una pronta segnalazione di eventuali sospetti al Centro regionale per l’apicoltura (fmutinelli@izsvenezie.it) e a StopVelutina (https://www.stopvelutina.it/).

    Di seguito sono riportate informazioni  che riguardano la diffusione della Vespa velutina in Italia e in Europa, così come materiali per identificare il calabrone asiatico e approfondire la problematica.

    AggiornamentiPiano di sorveglianza VenetoApp monitoraggioDocumenti e approfondimenti
    Aggiornamenti

    07/08/2017 – Un esemplare di Vespa velutina è stato trovato a La Spezia (località Limone) nell’ambito del monitoraggio effettuato dall’associazione Toscana Miele.
    L’esemplare si trovava a caccia di api in un apiario ed è stato catturato con le mani dall’apicoltore. L’individuo è stato identificato come Vespa velutina da Antonio Felicioli del Dip. to di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa (Rete StopVelutina).
    La direttrice di diffusione di Vespa velutina è stata probabilmente l’asse autostradale A12 che potrebbe aver connesso La Spezia con l’area di Pietrasanta (LU) dove il calabrone asiatico è stato rivenuto il mese scorso.

    28/06/2017 – Dopo Liguria, Piemonte, Veneto e Lombardia, la presenza del calabrone asiatico è stata confermata in Toscana. Un esemplare adulto di Vespa velutina è stato trovato infatti a 150 chilometri circa dall’area di infestazione ligure, nel cuore della Versilia: a Pietrasanta, in provincia di Lucca.
    Il calabrone asiatico è stato individuato il 26 giugno dall’apicoltore Teodoru Miscoci, mentre volava in un apiario posto in un uliveto all’interno di una zona prevalentemente rurale. L’insetto è stato identificato dal Dr. Antonio Felicioli del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, referente locale della rete scientifica di Stop Velutina.
    L’arrivo dell’insetto, anche se non implica che vi siano colonie nell’area, ha provocato la massima allerta in Toscana. Nella Regione è attiva la rete di monitoraggio di Stop Velutina coordinata dall’Università di Firenze – grazie al progetto ALIEM (Programma Italia-Francia Marittimo 2014-2020) – e realizzata in collaborazione con il CREA e gli apicoltori di ToscanaMiele, di ARPAT (Associazione regionale produttori apistici toscani) e di AAPT (Associazione apicoltori delle province toscane).
    Da ieri sono stati intensificati i controlli nella rete toscana degli apiari sentinella, tutti provvisti di trappole anti-vespa. L’esemplare di calabrone asiatico è conservato presso l’Università di Pisa.

    15/05/2017 – È stato trovato un adulto di Vespa velutina a Borgofranco sul Po, in provincia di Mantova. Borgofranco si trova a pochi chilometri da Bergantino, sulla sponda destra del Po. La segnalazione è arrivata nei giorni scorsi dall’Associazione Apicoltori Mantovani, che ha ricevuto l’esemplare da un apicoltore che l’aveva catturata a metà aprile con le bottiglie trappola. L’Associazione si è poi impegnata a incrementare la sorveglianza nella zona, ma sono state invitate anche le associazioni delle provincie e regioni confinanti ad allertare gli apicoltori affinché tengano alta l’attenzione. In molte zone infatti il monitoraggio viene effettuato volontariamente dagli apicoltori e dalle associazioni. Per il 2017 la Regione Veneto ha attivato un monitoraggio ufficiale, finanziato dalla Regione e coordinato dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Anche la regione Emilia Romagna attiverà a breve il monitoraggio ufficiale, con il coordinamento del CREA.

    26/04/2017 – Il 25 aprile 2017 a Fregiécourt nel Cantone Giura, al confine settentrionale con la Francia, è stata segnalata per la prima volta la presenza di Vespa velutina in Svizzera. Gli apicoltori sono stati avvisati di informare tempestivamente l’autorità competente in caso di avvistamenti di calabroni sospetti per permetterne la corretta identificazione.

    31/01/2017 – Il 29 gennaio 2017 è stato ritrovato un nido di Vespa velutina (foto) nel comune di Bergantino (RO). Il nido si trovava su un carpino a circa 8 metri di altezza e a meno di un chilometro dall’apiario dove l’estate scorsa è stata segnalata la presenza della vespa. A differenza di quanto ipotizzato, la regina non aveva fondato la sua colonia nell’area golenale del Po, ma verso il centro abitato. Il nido, di dimensioni eccezionali (70 X 40 cm circa) è stato avvistato solo ora dopo la completa caduta delle foglie. All’interno sono state trovate molte larve di calabrone non sfarfallate. Le regine fuoriuscite molto probabilmente stanno svernando nell’area.

    07/12/2016 – Il calabrone asiatico Vespa velutina è stato trovato nel comune di Bergantino, in provincia di Rovigo, al confine con la Lombardia e a 15 chilometri da quello con l’Emilia-Romagna.
    Nel corso di un sopralluogo effettuato il 29 novembre presso un apiario di Bergantino (Rovigo), sono stati individuati nelle trappole 15 esemplari di V. velutina. Il sopralluogo è stato effettuato da apicoltori dell’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto e ricercatori del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) di Bologna e Firenze, dell’ASL 19 e del Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
    Il comune di Bregantino si trova a 300 km dall’area di infestazione localizzata nel ponente ligure. A ottobre il calabrone è comparso anche in provincia di Cuneo (Pianifei) e in provincia di Torino (Vicoforte Mondovì, Rivoli). Prima d’ora non era mai stata trovata così lontano dalla zona in cui la presenza era già nota.
    Un riscontro eccezionale se si considera che le informazioni provenienti dalla Francia, il cui territorio è quasi completamente infestato da questo insetto alieno, indicano un avanzamento potenziale di 100 km all’anno. A seguito di questo rilevamento nel Nord Est dell’Italia si sottolinea la necessità di attivare e sostenere una rete di sorveglianza ufficiale in grado di intercettare l’avanzata di questo parassita e di mappare i territori via via interessati dalla sua presenza.

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    Cristina Fortunati
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