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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Veterinari “pericolosi” per sicurezza alimentare? Fnovi scrive a Panorama sanità
    Notizie ed Approfondimenti

    Veterinari “pericolosi” per sicurezza alimentare? Fnovi scrive a Panorama sanità

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche21 Gennaio 2013Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Tutelare la salute umana è attività complessa che dipende da tantissimi elementi che richiedono altrettante competenze e professionalità.

    La sola salute derivante dall’alimentazione dipende da ambiente, agricoltura, zootecnia, igiene della lavorazione, della distribuzione, della commercializzazione degli alimenti. All’interno di questa, un particolare riguardo viene dedicato agli alimenti di origine animale quali latte, uova, carne, miele e derivati che a loro volta dipendono per la loro salubrità e qualità dalla salute e dal benessere degli animali allevati per produrli.

    Questo principio di un’unica salute (One Health) che vede collegati ambiente, animali e uomo con la compartecipazione di tutte le professionalità e conoscenze necessarie, è fatto proprio sia dall’OIE (Organizzazione Internazionale delle Epizoozie) e dall’OMS (Organismo Mondiale per la Salute) con la conseguenza che tutta la legislazione sia europea che nazionale, da più di trent’anni si muove al fine di ottenere nella pratica l’applicazione di questo concetto.
    E’ dunque con stupore che la FNOVI, impegnata tutti i giorni nella tutela della salute pubblica attraverso la rappresentanza del ruolo del veterinario, prende atto delle dichiarazioni di Francesco Lucà, coordinatore nazionale di Fassid, sulla rivista Panorama Sanità che vorrebbe attribuite al solo medico tutte queste competenze.
    La tutela della sicurezza alimentare, della salute umana e del benessere animale è certamente una questione complessa e delicata perché gli elementi di cui è necessario tenere conto sono molti e diversi da quelli della medicina “per umani”. Sono competenze che iniziano in allevamento nella gestione del ciclo della vita, nella prevenzione e diagnosi delle malattie, nella loro cura nel rispetto del benessere animale, per proseguire nella corretta gestione della macellazione sia dal punto di vista del benessere che dell’igiene, nel confezionamento e nella distribuzione con tutte le attenzioni e conoscenze necessarie ad affrontare tematiche di patologie legate alla microbiologia alimentare della lavorazione e conservazione degli alimenti di origine animale e alla trasmissione delle zoonosi. E nei controlli, tutte materie di studio e specializzazione del medico veterinario.
    Nel dichiarare “La Fassid rivendica quindi ai medici la competenza esclusiva su tutto ciò che riguarda la salute umana, compresi perciò l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione,…” Francesco Lucà mette in mostra una sottovalutazione delle complesse problematiche legate alla sicurezza alimentare. Una sottovalutazione che è il vero pericolo, non solo per il consumatore ma per il cittadino in generale e non solo per le competenze veterinarie misconosciute, ma anche per tutte le altre. Soprattutto, nulla dice circa l’azione di indagine, prevenzione e controllo per evitare che la salute umana sia messa in pericolo. Chi dovrà esercitarla, chi ne dovrà avere le competenze e le responsabilità. Soprattutto chi ne ha le conoscenze necessarie?
    Ciascuno naturalmente può manifestare diverse sensibilità, ma la stella polare deve essere sempre la tutela della sicurezza alimentare dei cittadini, della loro salute e non la difesa di una categoria, quale che sia. La salvaguardia della salute non deve essere perseguita ex post, dopo che la malattia si è manifestata. Curare il paziente è importante, ma non basta. La sfida è la conoscenza e la prevenzione e quando si tratta di animali o prodotti di derivazione animale la parola spetta ai medici veterinari.

    Ufficio stampa Fnovi – 21 gennaio 2013

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