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Veterinaria: ragazze all’80%. «Curiamo zebre e tartarughe»

I test di ingresso a Veterinaria hanno aiutato la crescita femminile in un settore dove fino a pochi anni fa regnava il pregiudizio e si pensava che una ragazza non potesse avvicinare i grandi animali

“Quando mi sono iscritta io nel lontano 1983 eravamo un 40% donne e tutto il resto uomini”, racconta Laura Lossi, docente del primo anno di Veterinaria a Torino, parlando di come è cambiata la composizione della sua facoltà. “Da allora le percentuali si sono via via invertite, fino ad arrivare a oggi dove quasi l’80% degli studenti sono ragazze”. Sui perché di questo cambiamento di tendenza la prof non ha le idee chiare, anche se ammette: “L’introduzione del test di ingresso sembra avere allontanato i maschietti, che a 18 anni sono in media meno studiosi delle coetanee”.

Chi si avvicina alla facoltà di veterinaria lo fa per motivi diversi. In tanti ancora arrivano con la passione per i cosiddetti animali domestici. “Sono cresciuta con due cani e diversi gatti – dice Marra Longo, 19 anni – fare il veterinario è da sempre il mio sogno”. Ma c’è anche chi ha obiettivi più ambiziosi. “Sono molto felice che l’università di Torino permetta di fare tirocini presso zoo e strutture simili”, commenta Anna Zazzi, 18 anni. “Non voglio stare tutta la vita chiusa in una piccola clinica. La mia massima aspirazione è occuparmi dei grandi erbivori: elefanti, zebre,ippopotami”.

Grazie alle collaborazioni che Unito ha stabilito nel corso degli anni con i parchi faunistici e zoologici della zona, oggi uno studente di veterinaria più ampliare il proprio bagaglio professionale con esperienze fuori dal comune. “Il rapporto con Zoom è tra quelli più recenti – dice la prof. Lossi. – Lo scorso marzo è nata una piccola giraffa. Seguire questi casi, per chi vuole occuparsi di animali esotici, si rivela più formativo di qualsiasi lezione frontale”.

Zoom Torino ha attivato una convenzione con il Dipartimento di Patologia animale della Facoltà di Medicina Veterinaria proprio per permettere agli studenti universitari di approfondire la conoscenza di aspetti che interessano gli animali esotici e di avvalersi di una formazione sul campo con osservazione e partecipazione attiva. Al momento sono due le stagiste che passano le loro giornate in compagnia degli animali del bioparco.

Repubblica – 13 maggio 2013

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