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Via quote dal 2015. «Prezzo del latte scenderà dell’8%»

Abrate: «Altrove andrà anche peggio, ma in Italia c’è la forza produttiva dei formaggi Dop»

Per il mondo del latte in Europa è attesa una frenata dei prezzi, molto più pesante nel Centro e nel Nord che non in Italia. Nel 2015, quando il regime delle quote latte andrà in soffitta, potrebbe non esserci il programmato «atterraggio morbido». E l´abolizione delle quote, votata sull´onda di un liberismo chiamato a togliere ingessature produttive, è stata una decisione più subita dall´Italia che voluta nei negoziati europei. È il pensiero di Tommaso Mario Abrate, responsabile del settore lattiero caseario di Fedagri-Confcooperative, recentemente nominato vicepresidente del Gruppo consultivo latte in Europa, «l´organismo col quale la Commissione europea si confronta sulla sua politica di settore con le rappresentanze della filiera: i produttori di latte, i trasformatori, a carattere cooperativo ed industriale, il commercio e il consumo», spiega lo stesso Abrate in un´intervista rilasciata a Fieragricola-Veronafiere, pubblicata integralmente sul sito www.fieragricola.it.

«Come hanno previsto gli economisti del settore, il superamento delle quote lattiere produrrà un assestamento al ribasso dei prezzi del 16 per cento, mediamente, che si ridurrà all´8 per cento per l´Italia, in forza del suo modello produttivo incentrato sui formaggi Dop», valuta Abrate. Intanto dopo il biennio 2008-2009 di forte crisi, il comparto lattiero ha vissuto una «lunga fase positiva, che ha consentito di fronteggiare l´aumento dei costi». Per Abrate però «una cosa è certa: il mercato non è più la risultanza della domanda e dell´offerta sul piano interno, ma è l´effetto delle dinamiche produttive e commerciali a livello globale; con questo nuovo fronte dobbiamo confrontarci ed organizzarci, soprattutto nelle fasce più deboli, costituite dalla produzione del latte e dalla trasformazione».

Infine «il tessuto competitivo italiano è ancora fortemente frammentato. Stiamo dedicando un impegno prioritario alla concentrazione delle cooperative mediante sinergie, fusioni ed incorporazioni».

Il Giornale di Vicenza – 23 agosto 2012

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