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Vicentino. I perfluori fanno paura. I cittadini dicono sì ai test del sangue. Tutto è pronto al distretto dell’Ulss 5 a Lonigo per il biomonitoraggio regionale

Luisa Nicoli. E tutto pronto. Lunedì 22 giugno al distretto di Lonigo dell’Ulss 5 prenderanno il via i campionamenti, con esame del sangue, per 144 cittadini di Brendola, Lonigo, Montecchio e Sarego sottoposti al prelievo nell’ambito del programma di biomonitoraggi definiti dalla Regione Veneto nelle zone colpite dal fenomeno dell’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche.

Decine di appuntamenti sono già stati fissati dall’equipe dell’unità socio-sanitaria arzignanese che dovrà eseguire i monitoraggi. Tutti i cittadini interpellati hanno detti sì. Ogni giorno saranno 16 a sottoporsi al prelievo e si conta di concludere i 144 campionamenti in due settimane. La macchina organizzativa è quindi partita. Con le lettere e i contatti telefonici inviate ai primi 144 selezionati a campione dalla Regione Veneto, con metodo casuale, nell’elenco degli utenti del Servizio sanitario nazionale, in base all’età e anni di residenza nei comuni. Proprio ieri però dall’Ulss 5 sono partite altre 288 lettere ai cosiddetti sostituiti dei 144 individuati per il campionamento. «Non tutte le persone selezionate dal primo elenco si trovano – spiega il direttore dello Spisal dell’Ulss 5 Adolfo Fiorio – ai numeri telefonici di riferimento non rispondono oppure si tratta di universitari che studiano mori comune. Così abbiamo deciso di allertare anche i 288 cittadini degli elenchi sostitutivi, con una lettera che spiega che potrebbero essere chiamati a sottoporsi al prelievo. Finora non abbiamo ricevuto rifiuti. La popolazione si è dimostrata disponibile e interessata. Alcuni chiedono di pensarci e di essere ricontattati, ma hanno accolto l’iniziativa in modo positivo».

Si tratta di persone residenti nei quattro comuni da almeno 10 anni, metà maschi e metà femmine, suddivise in tre fasce d’età: 20-29 anni, 30-39 e 40-49. «La convocazione al distretto di Lonigo richiede circa mezz’ora di tempo a persona – conclude il dott. Fiorio – perché prima del prelievo di sangue i cittadini sono chiamati a compilare un questionario sulle abitudini alimentari e sull’uso dell’acqua». Sarà l’Istituto superiore della Sanità, titolare della ricerca, ad esaminare i campioni di sangue dei monitoraggi.

ILSINDACO. Sul problema perfluori alchilici intanto i Comuni attendono risposte dal Ministero dell’ambiente a cui il sindaco di Arzignano e presidente del Consiglio di Bacino, Giorgio Gentilin, ha ribadito la richiesta di una compartecipazione alle spese da parte del Governo e di un provvedimento speciale che riconosca all’area interessata dall’inquinamento lo stato di criticità ambientale.

Il Giornale di Vicenza – 10 giugno 2015 

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