Breaking news

Sei in:

Vicentino. L’acqua dei pozzi sarà analizzata in altri cinque comuni. L’Ulss 5 chiederà ai sindaci di obbligare i residenti ad eseguire i controlli sui perfluori delle cisterne

L’Ulss 5 chiederà ai sindaci di Montecchio, Montebello, Montorso, Gambellara e Zermeghedo di emettere l’ordinanza che obblighi i proprietari dei pozzi privati ad eseguire le analisi delle acque. Lo ha annunciato l’altra sera Adolfo Fiorio, direttore del dipartimento di prevenzione dell’ Ulss 5, durante l’incontro con la commissione comunale ambiente e territorio, riunitasi in municipio a Montecchio per discutere ancora una volta sulla falda contaminata dalle sostanze perfluoro-alchiliche.

«Dopo aver organizzato una prima fase nei quattro Comuni di Brendola, Sarego, Lonigo e Alonte, e aver raccolto tutte le analisi – ha osservato -, adesso come Ulss intendiamo attivarci con Montecchio, Montebello, Montorso, Gambellara e Zermeghedo perché è opportuno che anche queste Amministrazioni emanino l’ordinanza» .

Fiorio ha anche spiegato che, una volta che i privati avranno fatto analizzare le acque dei propri pozzi ed avranno comunicato gli esiti all’ente socio-sanitario «l’Ulss 5, sulla base delle concentrazioni di queste sostanze, deciderà se l’acqua dei pozzi è di uso potabile oppure se i sindaci dovranno intervenire con una seconda ordinanza che ne vieta l’uso per bere e per cucinare. E quindi il successivo allaccio all’acquedotto». Ildirettore del dipartimento di prevenzione ha affermato che nei prossimi giorni saranno programmati gli incontri con i primi cittadini con i quali saranno messe a punto tutte le fasi del progetto.

Per quanto riguarda poi le analisi ha proseguito : «I titolari dei pozzi potranno far eseguire gli esami in qualsiasi laboratorio ma i laboratori dovranno rispettare dei parametri tecnici fissati da una delibera regionale. Acque del Chiampo, ad esempio, ha dato la propria disponibilità ad effettuare le analisi ad un prezzo calmierato».

In sostanza, come è accaduto nei Comuni vicini, gli esami dovranno essere effettuati per sapere se le concentrazioni dei perfluori supereranno i cosiddetti “valori obiettivo”, cioè i limiti di contaminazione di Pfos e Pfoa fissati rispettivamente a 30 e 500 nanogrammi per litro dall’Istituto superiore della Sanità lo scorso anno, e poi recepiti dalla Regione Veneto.

La preoccupazione di tutti i consiglieri castellani, di maggioranza ed opposizione, e del presidente della commissione Maurizio Scalabrin, si è principalmente focalizzata sugli eventuali effetti che i perfluori potrebbero avere sulla salute dei cittadini. «I valori massimi indicati dall’Istituto superiore della Sanità sono stati fissati per rimanere ampiamente all’interno di un ambito di sicurezza – ha risposto Fiorio -. Attualmente, quindi, le concentrazioni sono largamente al di sotto dei valori in grado di provocare alterazioni patologiche. Dal momento che parliamo di acqua ancora di più si è tenuto conto che si tratta di un uso che dura tutta la vita».

All’incontro era presente Edoardo Bai, medico specialista in medicina del lavoro ed ex collaboratore dell’istituto nazionale tumori di Milano, membro dell’Associazione dei medici per l’Ambiente – Isde Italia, invitato come esperto dal consigliere Sonia Perenzoni. Il dottor Bai ha presentato i risultati di una ricerca sugli effetti dei Pfas, eseguita con altri epidemiologi specialisti, che ha preso in analisi i comuni di Lonigo, Casale sul Sile, Montagnana e Cartigliano dove la presenza dei perfluori supera i 500 ng/l ed altri in cui la concentrazione è bassa o assente. Il confronto fra le aree ha evidenziato che per alcune patologie, come il diabete, le malattie dell’apparato uro-genitale, ed i tumori del fegato, della prostata e del rene, il numero dei morti è superiore. «C’è un campanello d’allarme da non sottovalutare ed è per questo motivo che ho scritto a tutte le Ulss interessate – ha dichiarato Bai – perché è necessario ridurre al minimo l’esposizione della popolazione mediante un provvedimento sull’acqua potabile. È un fenomeno che può essere noci vo anche a livello nazionale e non c’è normativa. Si può fare un’indagine sanitaria importante e senza spese, utilizzando anche i dati che sono già on-line».

Il Giornale di Vicenza – 19 marzo 2015 

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top