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Vicenza. Il presidente dell’Ordine dei medici: finti malati sono rari

Il presidente dell’Ordine dei medici di Vicenza contesta l’ordine impartito dall’Inps ad effettuare sempre le visite fiscali. «Caso mai esiste il fenomeno inverso e il lavoratore ci chiede di tornare subito al suo posto». L’invio telematico è un vantaggio

«Qualcosa può essere accaduto in passato, qualche eccezione può spuntare anche oggi, ma sono fatti sporadici. Da noi i certificati compiacenti sono episodi rari e i medici di famiglia sono corretti».

Il presidente dell’Ordine provinciale dei medici Michele Valente allontana così seccamente l’ipotesi che qui nel Vicentino la circolare con cui l’Inps ordina ai medici incaricati di effettuare le visite fiscali ai lavoratori in malattia, possa produrre qualche risultato. Anzi, secondo Valente «la crisi sta provocando il fenomeno inverso. Ora sono gli stessi lavoratori a chiedere al medico di avere meno giornate di malattia. C’è paura di perdere il posto di lavoro, di vedersi decurtato lo stipendio». Insomma l’Inps deve raschiare il barile della spesa. Così per recuperare sulle spese di gestione, visto che a partire dal quarto giorno di malattia tocca all’Istituto nazionale di previdenza subentrare al datore di lavoro per sborsare stipendi e contributi e che questo “giochino” gli costa qualcosa come 2 miliardi l’anno, dispone il massimo rigore per verificare che non ci siano prescrizioni gonfiate o certificati fasulli. Togliere dal conto giornate non giustificate di malattia significa cancellare sprechi inutili e risparmiare parecchio. Il medico fiscale ha, infatti, l’autorità di vigilare sulla effettiva corrispondenza fra stato di salute del lavoratore e giornate di permesso dal lavoro accordate dal medico di famiglia, con il potere anche di strappare il certificato. È caccia, quindi, ai falsi malati, ai troppo furbi, agli assenteisti. Ma per Valente, almeno in provincia di Vicenza, in tempi difficili come questi in cui avere un posto di lavoro rappresenta un privilegio, è anche caccia alle streghe. «Non c’è bisogno di controlli più severi»

Il Giornale di Vicenza – 9 aprile 2013

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