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Vicenza. Ogni anno 500 persone morse dai cani. Centinaia le persone che si sono rivolte alle cure del pronto soccorso per le ferite provocate

Il lagotto romagnolo dell’aggressione alla bambina di 16 mesi azzannata gravemente il 30 dicembre era potenzialmente pericoloso. I veterinari della sezione di sanità animale guidati dal dottor Enrico La Greca gli hanno assegnato il livello 3 di rischio, vale a dire il più elevato. In presenza di bambini, estranei, altri cani può diventare una minaccia. Il giorno dopo l’incidente i veterinari dell’Ulss, come vuole la prassi, si sono recati nell’abitazione per porre in atto le misure stabilite da una “check list”. Lo scopo è di evitare che un incidente del genere si possa ripetere. Da qui l’esame del grado di aggressività del cane. In pratica per 10 giorni dall’episodio, fino cioè ad oggi, l’animale è stato tenuto sotto stretto controllo. Successivamente, i padroni dovranno osservare una serie di rigorose prescrizioni fra consigli orali e disposizioni scritte.

La bambina di 16 mesi azzannata il 30 dicembre è ora ricoverata in chirurgia pediatrica. Il lagotto che l’ha aggredita era potenzialmente pericoloso. «Solo in casi estremi spiega La Greca – si può arrivare a un’ordinanza di sequestro del cane. Ma in Italia non esiste più il concetto delle razze pericolose. Non c’è una lista nera. Il potenziale pericolo rientra quindi in un discorso individuale. Dipende dall’addestramento, dalla formazione, dal rapporto con il padrone». Non esiste dunque, a differenza di altri Paesi che ne precludono l’ingresso, una black list di razze pericolose, in quanto, secondo l’ordinanza n.10 del 13 gennaio 2007, non è possibile stabilire l’aggressività di un cane in base al suo pedigree o all’incrocio di cui è frutto.

LE DENUNCE. Le morsicature, però, restano. Anzi aumentano. Nel 2017 a Vicenza e dintorni ne sono state denunciate oltre 500. Altrettanti, quindi, i cani morsicatori che vivono in casa o si aggirano per le strade. Centinaia le persone che hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso per ferite e traumi più o meno pesanti. Per fortuna, intanto, sta meglio la bambina di appena 16 mesi azzannata orrendamente al viso dal suo cane la vigilia di capodanno nella casa in cui abita con i genitori dalla parti di Saviabona, ma i medici non sono ancora in grado di dire se occorrerà intervenire nuovamente. La faccia è ancora molto gonfia. E l’unica cosa che si può fare in questo momento è cambiare continuamente le medicazioni.

IL PERICOLO I morsi di cane sono terribilmente pericolosi. Anche se l’animale è vaccinato il rischio di causare infezioni è abbastanza alto. Occorrerà anche vedere come ridurre i segni delle cicatrici che la bambina rischia di portarsi addosso come ricordo della brutta avventura. Per questo il chirurgo plastico che l’ha operata la sera stessa del ricovero in ospedale, il dottor Danilo Boatto, mantiene la massima prudenza. «Ci vorrà almeno una ventina giorni per capire quale sia l’esatta entità delle ferite». In effetti, si è trattato di un’aggressione paurosa. Il cane si è avventato sulla bambina e ha serrato tra le proprie fauci, come una tenaglia, il volto della piccolina, e poteva finire molto peggio. Le zanne sono penetrate nelle due guance forandole fino alla bocca e all’interno del mento riducendo la faccia a una maschera di sangue. Due squarci profondi, ferite estese e perforanti che, in sala operatoria, hanno richiesto decine di punti di sutura. Anzi, il dottor Boatto ha chiesto la collaborazione di una collega specialista di chirurgia maxillo-facciale, la dottoressa Katherine Ann Piacentile, per accertare se i morsi avessero provocato danni alle ossa del massiccio facciale. Oggi, quindi, i medici della chirurgia pediatrica, il reparto diretto dal primario Fabio Chiarenza dova la bambina è ricoverata dal 31 dicembre, decideranno se dimetterla o meno, in attesa di sviluppi che, come detto, si potranno sapere con chiarezza solo verso la fine di gennaio.

Il Giornale di Vicenza – 9 gennaio 2018

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