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Vicenza. Sedici intossicati dalla birra rossa prodotta in casa

Un’intera squadra di calcetto finisce al pronto soccorso. I malori dopo la cena degli “Amici del martedì” Sotto accusa la bevanda realizzata da due di loro che avevano comprato un kit al supermercato

La festa degli “Amici del martedì” finisce al pronto soccorso. Vomito, diarrea e dolori lancinanti allo stomaco hanno costretto 16 persone a ricorrere alle cure del San Bortolo o del medico di base per arginare le conseguenze di una forma di gastroenterite. La causa? Secondo le vittime, di una birra fatta in casa e bevuta in quantità. Il gruppo originario è composto da ex studenti dell’istituto Rossi di Vicenza, a cui si sono aggiunti amici, parenti e colleghi di lavoro. Si tratta di una trentina di persone, accomunate dalla passione sfrenata del calcetto, che giocano sistematicamente ogni martedì sera girando per vari campi della città e della provincia, attrezzandosi spesso in quattro diverse squadre. Con frequenza, il gruppo si trova poi a cena, o in pizzeria o nella taverna di qualcuno. Così era avvenuto anche questa settimana. L’appuntamento per vedere la Nazionale italiana in televisione era stato colto al balzo anche per mangiare assieme nell’interrato dei fratelli Marco e Simone Basso, che abitano in città nel quartiere di Laghetto. Mentre il secondo non era presente (per sua fortuna) per un impegno di lavoro all’estero, il primo aveva invitato 15 amici della compagnia, fra cui Raffaele Venco di Thiene, Antonio Corrà di Sarego, Luca Rossi e Gianluca Pieri di Arcugnano, Sinisa Milinkovic, Romeo Guerra, Fabio Trolese e Matteo Morato di Vicenza. Molti di loro avevano portato qualcosa: chi un salame, chi degli antipasti, chi una torta della mamma. Ad accompagnarsi ai piatti casalinghi era stata scelta una birra, anche questa casalinga, prodotta dai padroni di casa, che è stata indicata da tutti come la responsabile dell’intossicazione collettiva. In base a quanto è stato ricostruito, i due fratelli Basso da qualche tempo hanno iniziato una produzione domestica di birra: comprano un kit al supermercato e poi, seguendo le istruzioni, mescolano acqua, malti e lievito con la strumentazione che avevano acquistato nella prima occasione. Si tratta di una produzione molto in voga e sempre più diffusa sul mercato, che dà risultati apprezzabili se vengono rispettati tempi e modalità di fermentazione. In effetti, i Basso avevano già sperimentato la birra fatta in casa con successo; quella aperta l’altra sera però era la prima “rossa” che realizzavano nel garage di casa.

Il Giornale di Vicenza – 9 febbraio 2013

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