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Vicenza. Sì ai circhi con gli animali ma no ai maltrattamenti. La giunta ha varato le nuove norme che si adeguano alla disciplina europea

Nicola Negrin. La premessa è indispensabile prima di procedere con la descrizione del documento: «La normativa in Italia dice che i Comuni non possono non ospitare i circhi nel proprio territorio e allo stesso tempo non possiamo vietare alle attività circensi di utilizzare gli animali». Si può, però, predisporre un regolamento rigido, come quello approvato dalla giunta Variati, che mette nero su bianco norme precise per la tutela delle specie presenti. Niente catene, niente fruste, cibo adeguato, gabbie di grandi dimensioni e riscaldate.

IL NUOVO REGOLAMENTO. Sono solo alcuni dei punti inseriti nel disciplinare presentato ufficialmente ieri dall’assessore alla semplificazione Filippo Zanetti «e che è stato elaborato insieme al servizio veterinario dell’Ulss 6, al Corpo forestale dello Stato e che ha ricevuto un parere dell’Enpa nazionale che, oltre a suggerirei alcune modifiche utili ad adeguare alcuni articoli alla normativa europea, ci ha manifestato il suo apprezzamento per come è stato stilato il regolamento». Dodici pagine, 14 articoli e un avvertimento: «Chiunque non rispetti le disposizioni che abbiamo previsto non sarà ospitato a Vicenza». Per chi sgarra ecco sanzioni che possono arrivare fino alla sospensione dell’attività.

DALLA”NOIA”ALLE FRU5TE Il documento è dettagliato. E prima di definire i “criteri specifici per specie” (dai camelidi ai bisonti, dai grandi felini agli elefanti) pone alcune premesse. Vale a dire: obbligo per i circhi di presentare «un piano di alimentazione adeguato», di fornire «un cibo di qualità» e di disporre «di ambienti riscaldati, privi di correnti d’aria e idonei ad assicurare il rispetto dei criteri», fornendo esigenze di «spazio fisico al fine di minimizzare gli effetti della noia». Compare poi il divieto di «frustare gli animali e privarli di acqua e cibo anche ai fini dell’addestramento» o di «legarli».

TRA GIRAFFE E ZEBRE Ogni animale ha le sue regole con dimensione esatta delle gabbie («Ci siamo conformati a quanto disposto dalla disciplina europea e dalle linee guida Cites del ministero dell’Ambiente», afferma Zanetti) e i dettami sono precisi. Prendiamo i camelidi (cammello, lama ma anche i meno conosciuti vigogna e guanaco): «II terreno deve essere di sabbia e terra con rami o arbusti per stimolare l’interesse degli animali. Devono essere alimentati con erba, fieno, frutta, verdure e foglie».

Dopo zebre, bisonti, struzzi ecco i grandi felini: «La struttura delle gabbie deve avere pareti termicamente isolanti», dove sia garantita «la presenza di tavole a differenti altezze affinchè gli animali possano arrampicarsi e sdraiarsi»; sul terreno vanno posizionati pali «per l’affilatura delle unghie e la marcatura del territorio»; devono essere messi a disposizione «oggetti per il gioco» e «l’alimentazione deve prevedere carne fresca, incluse pelli e penne, e carne macinata o a pezzettini». Anche gli ippopotami vogliono la loro parte «con la possibilità di fare ba- gni nell’acqua e nel fango». Per i canguri «va assicurata un’alimentazione bilanciata con foglie, frutta, cereali e anche uova e fiori».

TEMPI Nel nuovo regolamento vengono stabiliti con precisione i periodi di permanenza dei circhi nell’area ex Foro Boario: dall’uno febbraio al 15 aprile sarà possibile ospitare i circhi di piccole dimensioni, mentre m autunno, dall’uno ottobre al 15 dicembre, quelli più grandi.

Il Giornale di Vicenza – 14 dicembre 2016 

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