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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Virus H5N8 in un allevamento di tacchini a Porto Viro (Rovigo). Finita dopo due mesi l’allerta per un focolaio di aviaria
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    Virus H5N8 in un allevamento di tacchini a Porto Viro (Rovigo). Finita dopo due mesi l’allerta per un focolaio di aviaria

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche19 Febbraio 2015Nessun commento2 Minuti di lettura
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    È finita l’allerta legata al ritorno dell’influenza aviaria. Da questa settimana sono revocate le misure eccezionali di prevenzione e controllo della malattia che erano state adottate in seguito alla scoperta di un focolaio in un allevamento di Porto Viro, nel Rodigino.

    In una struttura industriale in cui si crescono tacchini ancora alla metà di dicembre 2014 era stata verificata la presenza dell’H5N8, virus ad alta patogenicità che evidentemente era penetrato nella struttura perché portato da uccelli selvatici, ma che da essa non è uscito. L’immediata applicazione delle norme di sicurezza ha infatti evitato che la malattia si diffondesse colpendo altre realtà.

    «È stata creata un’area di sorveglianza attorno all’allevamento che si estendeva nel Rodigino e in parte nel Venezia no, mentre nel Veronese, in particolare nell’areaa Sud della provincia nella quale c’è un’altissima concentrazione di attività avicole, sono stati intensificati i controlli», dichiara Michele Brichese, responsabile del servizio di sanità animale della Regione.

    «In particolare, per quanto riguarda i tacchini, che costituiscono la specie più sensibile a questi virus, sono stati introdotti anche test aggiuntivi prima della macellazione, in modo da evitare ogni possibilità di contagio. Inoltre, sono state vietate in un territorio piuttosto ampio fiere ed esposizioni di volatili, pur concedendo alcune deroghe puntuali». Anche se è finito il tempo dell’allerta, durato tre mesi a causa di problemi per lo smaltimento della pollina, la guardia per quanto riguarda l’aviaria rimane alta. «È vero che le epidemie degli anni scorsi hanno permesso ad allevatori e veterinari di mettere a punto contromisure efficaci, ma l’attenzione deve rimanere massima», sottolinea Brichese.

    Quell’attenzione che viene portata avanti dando applicazione al piano nazionale di sorveglianza che viene emanato dal ministero della Salute in seguito al confronto con le Regioni e il cui testo relativo al 2015, reso pubblico giusto in questi giorni, conferma le province di Verona, Vicenza e Padova come vigilate speciali.

    Luca Fiorin – L’arena – 19 febbraio 2015 

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