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Virus Schmallenberg. Il Ministero dispone controlli straordinari. Definizione di “caso sospetto” e “caso confermato”

1a1a4_schmallenberg_virus500x354La Direzione generale della sanità animale del Ministero della Salute ha deciso di avviare attività straordinarie per la raccolta di dati epidemiologici in seguito al rilevamento di casi da virus di Schmallenberg (SBV). La comunicazione in una nota odierna si servizi veterinari regionali e agli Izs. Il virus, classificato provvisoriamente nel Sierogruppo Simbu della Famiglia Bunyaviridae, genere Orthobunyavirus, colpisce i ruminanti determinando calo delle produzioni, aborti o malformazioni nei feti con un significativo impatto sulle produzioni zootecniche. Nonostante non vi siano evidenze di rischio per la sanità pubblica, il rischio di diffusione sul territorio nazionale porta alla necessità di effettuare un monitoraggio finalizzato a salvaguardare il patrimonio zootecnico.

L’iniziativa del ministero della Salute è stata comunicata oggi ai Servizi veterinari regionali e agli Istituti zooprofilattici. Nella nota vengono definiti ufficialmente il “caso sospetto” e il “caso confermato” e le relative attività da eseguire. In aggiunta a queste attività minime obbligatorie le Regioni che intendono avviare un’attività di sorveglianza straordinaria tramite i servizi veterinari territoriali effettuano un prelievo di sangue da un campione di animali calcolato in base alla Tabella allegata

La Commissione Europea e gli Stati membri dopo lo Working Group del 17 febbraio 2012 avevano raccomandano di effettuare un monitoraggio sindromico al fine di conoscere l’entità dell’eventuale diffusione del SBV sul territorio comunitario, con particolare riferimento a episodi di aborti, natimortalità, sindrome anencefalia-artrogrifosi, sindromi neurologiche nei vitelli, capretti e agnelli, oltre che al calo della produzione lattea, diarrea acuta ed episodi febbrili acuti negli animali adulti.

La nota ministeriale, richiama le note di gennaio ai servizi veterinari regionali, con particolare riferimento agli allevamenti che avevano introdotto animali sensibili da Stati membri che per primi avevano segnalato l’infezione alla fine di novembre 2011. L’indeterminatezza della situazione epidemiologica impone di avere, in via transitoria, un unico Centro per l’esecuzione delle prove diagnostiche di laboratorio attraverso i test attualmente disponibili presso il Centro di Referenza Nazionale per lo Studio delle Malattie esotiche degli animali (Cesme) di Teramo.

Il secondo report Efsa del 2 aprile

A cura di C.Fo – 4 aprile 2012 – riproduzione riservata

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