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Esami e visite di notte e domenica, Zaia annuncia due delibere. Sindacati: manca copertura, l’accordo era per altre prestazioni

1a1a1a_0a01aaa111aaospedale-300x225Visite di notte e la domenica per ridurre le liste d’attesa. Il governatore Luca Zaia ha annunciato la delibera che stanzia, a suo dire, 26-30 milioni di euro per pagare gli straordinari ai medici. Ospedali aperti dunque, oltre l’orario normale: non solo i pronto soccorso e i reparti legati all’emergenza, ma anche gli ambulatori per le visite specialistiche e i laboratori per gli esami strumentali. Una rivoluzione voluta dalla Regione per riportare i tempi delle prestazioni nell’ambito della normalità. Il governatore Luca Zaia annuncia la nuova mossa: «Vogliamo fare di più. Siamo pronti ad aprire i reparti anche di notte, così da far lavorare i macchinari a pieno regime». I sindacati dei medici si dicono perplessi sullo stanziamento per rispondere alle effettive necessità. E sottolineano che l’accordo del 29 novembre era relativo ad altre prestazioni.

Quello delle attrezzature che restano spente mentre fuori dalla porta si affollano i pazienti, è uno dei crucci recenti del presidente, che difatti ha voluto inserire un apposito monitoraggio sul punto anche nel nuovo accordo siglato con la Guardia di finanza per i controlli in sanità. Ebbene, ora arrivano queste due nuove delibere, che dovrebbero entrare a pieno regime dall’inizio del 2013. La prima, propedeutica ed indispensabile, arriverà in giunta già martedì ed è l’accordo con le organizzazioni sindacali dei medici ospedalieri per l’acquisto di nuove prestazioni, oltre a quelle svolte nel normale orario di lavoro. Un surplus per cui Palazzo Balbi sostiene di aver già stanziato 26 milioni di euro, con la speranza di poter arrivare fino a 30 milioni. Ma i sindacati rivelano che lo stanziamento dei 26 milioni esiste dal 2006 ed è servito per pagare le prestazioni aggiuntive. La seconda delibera, dalle tempistiche ancora incerte anche se Zaia pare intenzionato a procedere a tappe forzate, è invece quella che, mettendo un pò d’ordine nel magma di provvedimenti che si sono stratificati negli anni sul tema delle liste d’attesa, fisserà nero su bianco l’obbligo di erogare la prestazione entro i tempi richiesti dal medico di base e disporrà in via ufficiale l’apertura degli ospedali, per quanto attiene le visite ambulatoriali e gli esami strumentali, anche al sabato, alla domenica e nei giorni feriali dalle 20 alle 24.

«È un’idea a cui stiamo lavorando da tempo – chiosa l’assessore alla Sanità Luca Coletto – e che stiamo portando finalmente a termine anche perché costretti dalle ristrettezze economiche imposte da crisi e tagli del governo».

Esami e visite di notte. I medici: «Buona idea ma mancano i soldi». L’Anaao: «L’accordo era per altre prestazioni»

L’idea del governatore Luca Zaia è semplice: oltre ai pronto soccorso resteranno aperti di notte e nei fine settimana anche i laboratori per le analisi e gli ambulatori per le visite specialistiche, così sarà possibile ridurre le liste d’attesa e i tempi delle prestazioni sanitarie rientreranno nella normalità. È d’accordo sul prolungamento degli orari e sulle aperture domenicali anche Salvatore Calabrese, segretario regionale dell’Anaao Assomed, il maggior sindacato dei medici ospedalieri, che però è scettico nei confronti dell’annuncio a sorpresa di palazzo Balbi.

Dottor Calabrese quali sono le criticità delle aperture straordinarie degli ospedali?

«In linea di principio come sindacato siamo d’accordo nel prolungamento degli orari, ma al momento la Regione non ha previsto la copertura finanziaria per fare questa operazione. O si mettono sul piatto più finanziamenti oppure l’apertura degli ambulatori sabato e domenica comporterà la chiusura degli stessi ambulatori durante il resto della settimana»

Ma il governatore Zaia ha annunciato una copertura finanziaria di 26 milioni di euro…

«Ha annunciato una copertura che esiste dal 2006 e che finora è servita per pagare le prestazioni aggiuntive».

Può spiegare meglio?

«Nel 2006, grazie anche alla lungimiranza dell’allora assessore alla Sanità Flavio Tosi abbiamo firmato un accordo che stabiliva un riparto di fondi per le diverse aziende sanitarie che permette ai singoli ospedali di pagare le prestazioni aggiuntive (cioé le ore di straordinario o le assunzioni a tempo determinato ndr) per far fronte alla carenza degli organici. I 26 milioni annunciati da Zaia, che poi per noi sono meno, sono il rinnovo di quell’accordo e servono a coprire queste esigenze».

Quindi se si prolungassero gli orari il sabato e la domenica e le notti non ci sarebbe la copertura finanziaria per le normali esigenze?

«Esatto».

Ma quanti soldi in più servirebbero per tenere aperto nei weekend?

«Da contratto nazionale un medico costa all’azienda 60 euro l’ora. Per le guardie mediche notturne c’è invece un forfettario di 480 euro per le 12 ore. I calcoli deve farli la Regione sulla base di quanti ambulatori vuole tenere aperti».

Quindi gli ospedali resteranno chiusi?

«Noi avevamo avuto una richiesta per le cinque ore del sabato mattina ma poi la proposta era caduta nel nulla. Al momento la coperta è ancora troppo corta».

tratto dal Corriere del Veneto – 22-23 dicembre 2012 – riproduzione riservata

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